Don Luigi Palazzolo diventa Santo: «Maestro di carità»

Un evento di grande gioia per la Chiesa di Bergamo. Il 3 maggio prossimo, nel palazzo apostolico, Papa Francesco presiederà un Concistoro ordinario pubblico per il voto su alcune cause di canonizzazione, fra cui quella del Beato don Luigi Maria Palazzolo, cofondatore, con la venerabile madre Teresa Gabriele, dell’istituto delle suore delle Poverelle. Oltre al cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione vaticana per le cause dei Santi, per l’istituto, avviato a Bergamo nel 1869, sarà presente suor Linadele Canclini, postulatrice della causa del riconoscimento del miracolo che porterà alla canonizzazione del Beato Palazzolo, nonché postulatrice nelle cause di beatificazione della cofondatrice madre Teresa Gabrieli e delle sei Poverelle stroncate dal virus Ebola nel 1995 in Congo. La canonizzazione del Palazzolo è stata resa possibile dopo il riconoscimento, il 28 novembre 2019, da parte di Papa Francesco, del miracolo ottenuto per intercessione del Beato Palazzolo, quando suor Gianmarisa Perani, dimessa dall’ospedale in stato preagonico, guarì dopo aver invocato con fervore il Fondatore.

«Grande è la nostra gioia per il Concistoro», racconta madre Marilina Monzani, bergamasca di Filago, superiora generale della Congregazione delle suore delle Poverelle, che vuole precisare una caratteristica per spiegare l’azione caritativa del Beato Palazzolo, una delle figure più belle espresse dal cattolicesimo bergamasco nell’Ottocento. «La sua carità deriva dall’essere stato un grande e santo prete. Proprio la sua grande fede lo ha spinto a soccorrere i più poveri e i più dimenticati dalla società della sua epoca». Inoltre, per la sua opera ha ricevuto l’aiuto del genio femminile di madre Teresa Gabriele, cofondatrice delle Poverelle, di cui è in corso il processo di beatificazione. «Hanno costruito e camminato insieme — aggiunge madre Monzani —. Le grandi idee e progetti del Palazzolo hanno avuto sostegno dalla Gabrieli, donna concreta e operosa, a cui spesso chiedeva consigli».

In questi tempi di pandemia, le Poverelle sono state in prima linea fra malati e anziani. Al riguardo, la postulatrice suor Linadele Canclini ricorda una scelta, forse poco conosciuta, del Beato Palazzolo. «Fin dagli inizi della congregazione, il nostro Fondatore in una lettera alle sue suore scrisse di “adoperarsi per i malati poveri che giacciono nelle proprie case anche in caso di malattie contagiose”. E lo furono durante l’epidemia di colera che colpì la città».

Le Poverelle sono impegnate in diversi luoghi d’Italia in ospedali, case di riposo, strutture per disabili, carceri, luoghi protetti, parrocchie, pastorale giovanile. La loro clinica in via San Bernardino, ristrutturata nel 2010, è da molto tempo un punto di riferimento per cure, degenze e ambulatori. In questi ultimi passano annualmente almeno 100.000 persone. Nelle missioni le Poverelle sono attive in Africa (Burkina Faso, Costa d’Avorio, Repubblica Popolare del Congo, Malawi, Kenya) e in Sudamerica (Brasile, Perù).