Gli “Scherzi da prete” di don Manuel Belli. Così la fede diventa social

Si chiama “Scherzi da prete”, è partito senza troppe ambizioni ma si sta già diffondendo con numeri importanti. Don Manuel Belli, giovane docente di teologia sacramentaria del Seminario di Bergamo, nei mesi scorsi è sbarcato su Youtube. Ha provato a mettersi in gioco anche lui su questo mezzo di comunicazione per produrre contenuti divulgativi di argomento teologico. Il modello del “prete youtuber” ha fatto parlare di sé nei mesi scorsi grazie alla fama raggiunta da don Alberto Ravagnani, giovane sacerdote della Brianza, i cui video su Youtube hanno superato in alcuni casi il mezzo milione di visualizzazioni.

“La mia è una realtà piccola, sto provando anche io ad imparare – sorride con umiltà don Manuel -. L’esperienza che sta alle spalle è il canale di formazione teologica che abbiamo creato a maggio dello scorso anno con il gruppo di insegnanti del Seminario: carichiamo dei contenuti di formazione teologica come cicli di conferenze e recensioni di libri, oltre ai filmati di iniziative che si svolgevano già prima come la Scuola della Parola”.

Le restrizioni legate all’epidemia in questi mesi hanno liberato don Manuel dai molti impegni che di solito lo chiamavano a tenere conferenze e incontri. E così il sacerdote ha deciso di non fermarsi ma cercare nuove strade. “Ero abituato a tenere numerose conferenze ogni anno, per curiosità ho provato a cercare in Youtube un nuovo modo per portare avanti il mio compito di formazione da insegnante.  La sfida è coniugare la formazione teologica con il linguaggio di Youtube, che richiede contenuti brevi, video spezzettati e un lavoro sul montaggio”.

Diversi i contenuti che già si trovano sul suo canale. “Ognuno ha una storia a sé. I commenti al Vangelo della domenica sono nati rivolti ai giovani della parrocchia dove presto servizio. Poi ci sono delle rubriche pensate come aperitivi alla teologia, per esempio quella di sei puntate sulla teologia trinitaria che è nata come alternativa agli incontri che avremmo dovuto fare con il gruppo dei catechisti. Ancora, la rubrica su temi legati alla Bibbia che è nata dalle domande fatte da alcuni giovani del Gruppo Samuele”. E dai primi video sono nati poi anche le dirette dedicate al triduo pasquale, alle manifestazioni del Risorto e ancora all’iniziazione cristiana, con la presenza di altri ospiti.

I primi esperimenti hanno avuto successo. E così don Manuel continuerà a provare a parlare di Vangelo con il linguaggio di Youtube. “È una scuola anche per me – ribadisce -, rispetto ai primi video mi sto già evolvendo come montaggio. Continuerò con i commenti settimanali perché stanno riscuotendo un buon seguito e vedo un buon ritorno, soprattutto da parte dei giovani, che spesso poi mi scrivono per una reazione o anche solo una battuta. Sui temi teologici mi sembra che manchino delle occasioni di approfondimento che non siano la registrazione di lunghe lezioni o conferenze ma nemmeno un semplice invito come i video di don Alberto Ravagnani: qui cerco di proporre qualche approfondimento stando nel tempo di 10 minuti”.

Può essere facile, e forse qualcuno l’avrà fatto, sollevare obiezioni: ma cosa ci fa un prete su Youtube? “Ho fatto un video, nato da una chiacchierata tra confratelli, proprio per provare a rispondere a delle possibili obiezioni. Innanzitutto c’è la ritrosia di chi dice che il Vangelo va annunciato nella realtà, non nel mondo virtuale. Ma se è vero che siamo nell’epoca del web 3.0, il virtuale è realtà: non si può pensare ad un’alternativa tra i due, il web è un pezzo di realtà da abitare. 

In secondo luogo, certamente non mi aspetto di convertire le masse, so bene che non ci saranno folle di persone che si fanno sante o vanno in Seminario grazie a questi video, ma come le tante cose che facciamo nella pastorale è un piccolo seme che potrà portare frutto. 

Terzo punto: la rete permette di avere messaggi ad alta diffusione anche a bassa intensità. È chiaro che non si tratta di un incontro di preghiera, ma la possibilità di raggiungere in poco tempo 500 persone non va sottovalutata. 

Infine, su internet ci metti la faccia: il messaggio è democratizzato, devo mostrare che ci credo, non è sufficiente una traccia audio. Potrebbe sembrare che sono poco umile, ma se fai il prete devi metterci la faccia”.

Don Manuel ci prova. Per chi vuole seguirlo, il suo canale si trova Youtube e si chiama “Scherzi da prete”.