“Mia nipote presa in giro perché fa la chierichetta”. Suor Chiara: chi sceglie la fede trova il tesoro più grande

Cara Suor Chiara, sono una nonna. Mia nipote è una ragazza molto in gamba ed è credente: va con piacere a Messa, è entrata nel gruppo dei chierichetti, frequenta le attività dell’oratorio. Ora purtroppo è capitato che lei ne abbia parlato ai compagni di classe, fatto sta che la prendono in giro per questo, come se essere cattolica le impedisse di essere “popolare” e la rendesse anzi “diversa” dagli altri. Che cosa posso fare per sostenerla e farle capire che non deve prendersela, anzi, deve essere fiera di ciò che è e di ciò in cui crede? Prego per lei e le sue consorelle. Un saluto affettuoso,

Nonna Beatrice

Purtroppo episodi come questi, cara nonna Beatrice, sono frequenti! Non lascia indifferente una ragazzina che, con l’entusiasmo della sua età, sceglie con gioia di partecipare all’Eucarestia, di frequentare le attività dell’oratorio, servendo all’altare come chierichetta! Immagino che non manchino i “venti contrari” dei giudizi e delle prese in giro da parte dei suoi compagni che fanno soffrire, scoraggiare e a volte far desistere da tanta passione. L’impatto del bene con le realtà mondane è frontale e a volte doloroso.

Il tesoro di fronte al quale tutto impallidisce

Seguire il Signore, infatti, è realmente “impopolare”, rende diversi dalla mentalità odierna ed esige di andare contro corrente. Ma la posta in gioco è troppo alta per desistere e gettare la spugna. Si tratta infatti di aver trovato il tesoro, difronte al quale tutto impallidisce. 

Comprendo, tuttavia, la sofferenza di tua nipote che si sente ferita proprio lì dove ha trovato motivo di vita e di gioia. Anche tanti giovani che hanno preso con serietà il vangelo e si sono impegnati a viverlo hanno sperimentato la stessa cosa. 

La Chiesa ne ha proposti diversi come modelli di vita cristiana affinché anche il loro esempio possa incoraggiare e stimolare al bene. A questo proposito vorrei citare l’esempio della serva di Dio Giulia Gabrieli, di cui si sta per concludere la fase diocesana del processo di canonizzazione.

L’esempio semplice e luminoso di Giulia Gabrieli

Giulia è una ragazza dei nostri giorni, studente delle scuole secondarie di primo grado, che si trova la vita stravolta da un gravissimo male incurabile per il quale la scienza ad un certo punto si dimostra insufficiente.

Ebbene, dopo tempi di crisi e di lotta con Dio, accoglie quanto le sta accadendo come occasione per testimoniare ai suoi coetanei che Dio è il valore assoluto, che non delude mai e decide di vivere la sua malattia come cresimanda, visto che si stava preparando a ricevere il sacramento della Cresima. 

Il nostro vescovo Francesco ha detto di lei: “Giulia ha dichiarato tutto il suo amore per il Signore, al punto da indurre qualcuno a convertirsi. (…) Aveva una misteriosa forza d’attrazione”.

La fede come un dono che illumina il cammino

Chi l’ha conosciuta è rimasto abbagliato dalla luce che si portava dentro. Durante la malattia, invece di sprofondare nel buio della disperazione, si è lasciata illuminare dall’amicizia con il Signore Gesù, illuminando a sua volta il suo cammino e quello di chi le stava vicino.

Giulia è un esempio per i coetanei e una lezione per gli adulti. Questa ragazzina aveva il dono della fede, un dono che le aveva consentito di afferrarsi a Dio nel momento più difficile.

Alla fine ha vinto la sfida, perché è andata incontro al compimento della sua vita con passo sicuro”. (cfr. Avvenire 6 aprile 2019). 

La preghiera è il sostegno migliore. Con un pizzico di fierezza

Se tua nipote, nonostante la sua giovane età, ha ricevuto il dono di gustare la gioia della presenza del Signore nella sua vita e di sentirsi membra viva della sua Chiesa, ringrazia il buon Dio e prega per lei perché possa crescere sempre più in questa esperienza. 

Comprendi, però, la sua fatica nel sostenere le critiche dei compagni di classe, che la fanno sentire diversa dagli altri, impopolare, e sostienila aiutandola a comprendere che chi sceglie il Signore Gesù come amico, non perde nulla, al contrario possiede il tesoro più grande, quello che rende piena e bella la vita, nonostante le prove e le difficoltà. La tua preghiera la aiuterà ad essere coraggiosa e a rendere ragione della propria fede, con un pizzico di fierezza, anche davanti ai suoi compagni, dimostrando che partecipare all’Eucarestia, servire all’altare e partecipare alle attività dell’oratorio, non è essere “bigotti”, ma aver compreso che la vita è un dono e che può tracimare di gioia nella misura in cui ci si mette umilmente alla scuola di un Maestro speciale di nome Gesù.