Friday for Future e San Francesco. Suor Chiara: un invito a riconoscere armonia e bellezza del creato

Buongiorno suor Chiara, i ragazzi sono tornati a manifestare per l’ambiente con il movimento dei “Friday for Future”. Mi ha colpito, proprio a pochi giorni dalla festa di San Francesco, quanto il suo messaggio di attenzione all’ambiente e a tutte le creature possa essere ancora attuale per questi giovani. Che ne pensa? Grazie, un caro saluto

Giorgio

Mi auguro, caro Giorgio, che l’attenzione che san Francesco riservava all’ambiente, alla creazione e a tutte le creature sia ancora attuale anche per i numerosissimi giovani che sono tornati in piazza, allo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul pericolo reale dei cambiamenti climatici!

Egli, il santo per antonomasia protettore della creazione e degli ecologisti, forse, mai come in questo nostro tempo, può ricordarci il valore di ogni creatura inanimata, che porta in sé l’impronta del creatore. 

Una connessione “di sangue” fra tutte le creature

Il fatto che Francesco canti la bellezza della creazione, chiamandola con l’appellativo “fratello” o “sorella” non cessa mai di stupirmi! I due termini, infatti, sottintendono una relazione “di sangue”, una sorta di parentela.

Ma, come è possibile riconoscerla in creature inanimate come l’acqua, il sole, l’erba, nelle stelle, il fuoco etc.? E Il termine “madre” riferito alla terra? “Come è possibile?” potrebbe chiedersi qualcuno! 

Eppure tutto questo è profondo e vero, in perfetta sintonia con la rivelazione cristiana! Il santo di Assisi ha contemplato ogni creatura alla luce di Cristo risorto e l’ha vista, come nel caso dell’acqua, “utile, umile, preziosa e casta”, (Cantico delle creature) e poi la luna e le stelle: “in cielo le hai formate limpide, belle” ect. 

La creazione affidata alla cura dell’uomo

Alle origini, la creazione è uscita bella dalle mani del creatore e affidata alla cura dell’uomo: questo se ne è impossessato e l’ha usata tutta per sé. Il santo di Assisi ci ricorda che per riconoscere la dignità di ogni creatura è necessario essere poveri interiormente; solo la persona povera  nel cuore può vedere la bellezza del cosmo e cantare la lode al Creatore. Ma c’è di più!

Francesco riconosce che ogni creatura e che l’intera madre terra sono chiamate a partecipare alla gloria futura, inaugurata alla fine dei tempi; lo evidenzia anche l’apostolo nella sua lettera ai Romani 8,19-23: “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo”.

“La redenzione coinvolge l’intera creazione”

La redenzione, allora, non riguarda solo gli esseri umani, ma coinvolge, come per trascinamento, l’intera creazione, ricapitolata in Cristo, proprio come ogni persona, ogni fratello e sorella in lui;

insieme, creature animate e inanimate, partecipiamo della medesima sinfonia che dalla terra, dall’universo, dal cosmo intero s’innalza al cielo fino al trono di Dio.

Per san Francesco, ma oserei dire, per ogni uomo, questa connessione cosmica, ce la dona Cristo: ricapitolandoci in Lui ci rende connessi gli uni gli altri, a partire dal piccolo “vermine” che attraversa il sentiero del bosco fino a giungere alle sconfinate dune nel deserto, o negli immensi abissi marini. 

Non cessiamo di guardare con occhi purificati dall’amore ogni creatura per sentirla parte della nostra vita perché creata in Cristo, proprio come ciascuno di noi. 

Il nostro canto di lode, allora, s’innalzerà al cielo anche a nome e in comunione dell’intera creazione.