Avvento, cercare il senso dell’attesa nonostante la fretta. Suor Chiara e la sfida di non farsi rubare il tempo

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Buongiorno suor Chiara,

Sta iniziando l’avvento e mi sembra che gli ultimi due mesi siano trascorsi in un soffio. Da quando le limitazioni per la pandemia si sono allentate tutte le attività sono riprese a pieno ritmo e ne sono felice, ma ho l’impressione che il tempo non mi basti mai. Come si può fare a non farsi divorare dalla fretta? Come si può ricuperare il senso dell’attesa?
Stefania

La fretta sembra proprio farla da padrona ai nostri giorni, cara Stefania. Proiettandoci in un “dopo” che ancora non esiste, ci impedisce di godere dell’attimo presente e di impegnarci con serietà e attenzione nelle nostre attività quotidiane, libere dall’affanno del domani e l’ansia del futuro. Abbiamo sempre così fretta da essere incapaci di regalarci qualcosa che faccia bene a noi stessi e che ci aiuti a recuperare quelle dimensioni gratuite dell’esistenza che ai nostri giorni appaiono simili a miraggi irraggiungibili. 

La fretta è segno di quella sottile onnipotenza che serpeggia nell’interiorità umana: vogliamo fare tutto e in breve tempo, ma siamo fragili, non onnipotenti! Siamo limitati e non possiamo svolgere sempre tutto e in fretta!

Il ritmo delle stagioni richiede tempo e lentezza

Proviamo ad osservare le leggi della natura: le stagioni richiedono tempo e lentezza da rispettare, lunghi tempi di attesa, di silenzio e persino di buio. Nel grembo materno, un bimbo ha bisogno di nove mesi per formarsi e nascere. Anche per crescere è necessario tanto tempo: ci vogliono alcuni mesi per imparare a camminare, a parlare, a compiere i primi gesti di autonomia; sono necessari anni per diventare adulti e persino per invecchiare. Il tempo è indispensabile per la vita, per questo è fondamentale imparare ad attendere con operosità e con pazienza. 

Educarci alla calma e all’attesa è ai nostri giorni una delle sfide più urgenti da affrontare così da non lasciarci travolgere dalle situazioni che cambiano vertiginosamente grazie anche alle nuove tecnologie.

Se da un lato queste hanno aperto orizzonti di vita, impensabili fino a qualche decennio scorso, dall’altro non ci sono di aiuto a recuperare la dimensione dell’attesa. Basta, infatti, un semplice “clic” e in un batter d’occhio siamo collegati oltre oceano; un veloce “invia” e le nostre mail raggiungono immediatamente il destinatario; una prenotazione on line e il prodotto ti giunge alla porta di casa dopo 24 ore.

Anche nell’arte culinaria si è quasi costretti ad obbedire alla fretta: non ci è più dato il tempo necessario nemmeno per preparare la verdura per un buonissimo minestrone. Gli esempi potrebbero continuare a iosa.

Che fare per non lasciarci “rubare” il tempo

Che cosa possiamo fare per non lasciarci “rubare” il tempo? Forse poco, ma occorre accettare la sfida. Non abbiamo mai provato a svolgere le nostre mansioni con un poco più d lentezza e maggiormente presenti a noi stessi e a quanto stiamo svolgendo? Inizialmente ciò sarà faticoso, ma i benefici e persino l’efficienza non si faranno attendere. Siamo consapevoli che tutto ciò esige fortezza d’animo e grande determinazione?

Il tempo dell’Avvento caratterizzato dalla dimensione dell’attesa per il ritorno di Gesù alla fine dei tempi e della sua nascita nella storia, è un periodo importantissimo! Esso, infatti, ci educa, passo dopo passo, a rileggere la storia della salvezza che lungo i millenni si è realizzata nel popolo di riscoprire l’atteggiamento tipico della vigilanza per essere trovati svegli appena il Signore busserà alla nostra porta; poi quello della conversione della vita, così da prepararci ad accogliere la sua presenza; infine quello dell’obbedienza della fede e della disponibilità all’accoglienza, così che egli venendo non abbia a trovare intralci. L’avvento ci aiuterà a stare nell’attimo presente, senza tuttavia appiattirci nel “qui e ora”; purificando i nostri desideri, ci aiuterà “a vedere lontano” senza tuttavia abdicare il presente. 

Buon cammino di Avvento e buona attesa a tutti!