Clusone, in scena “Il cielo di Santa Lucia”. Quando il regalo è poter guardare il cielo

Dopo il debutto nel 2019 e i lunghi mesi di interruzione, torna in scena lo spettacolo “Il cielo di Santa Lucia”.

Proprio nei giorni dedicati alla festa più attesa da parte dei bambini, il Teatro Minimo ha messo in programma due date: sabato 11 dicembre alle 16 al teatro dell’oratorio di Clusone e martedì 14 dicembre alla scuola dell’infanzia di Parre.

“Lo spettacolo nasce dalla volontà di affrontare da adulti questo argomento che da bambini ci ha coinvolto tanto – spiega Umberto Zanoletti, autore e regista insieme a Luciano Ceresoli -. Proviamo a raccontare Santa Lucia dal nostro punto di vista. Ci potevano essere tanti modi, noi abbiamo scelto la relazione con il suo aiutante tradizionale, l’asino. Insieme i due si trovano ad affrontare una richiesta un po’ particolare di una bimba, la quale – come si scopre durante lo spettacolo – non si può alzare dal letto. La bimba chiede a Santa Lucia di poter spostare la finestra della propria camera: nella situazione iniziale, infatti, vede soltanto il muro di un’altra casa. Proveranno insieme, con tentativi abbastanza goffi, fino ad un’intuizione: anziché cambiare la posizione alla finestra in senso orizzontale, lo faranno in verticale: sposteranno la finestra verso l’alto, permettendo così alla bambina di guardare verso il cielo. Questo le consentirà la guarigione”.

Il regalo di Santa Lucia: un nuovo sguardo sul mondo

Alla tradizionale favola della Santa si unisce così un messaggio profondo per bambini e adulti. “La prima parte è abbastanza scontata, ma lo sviluppo è poi originale, emozionante e poetico. La bambina non chiede un dono materiale ma una nuova visione sul mondo. Quando questa si sviluppa, diventa occasione di guarigione. È la traduzione da adulti, ma anche i bambini possono accogliere questa metafora”.

In scena ci saranno Mariam Naza nel ruolo di Santa Lucia, Matteo Vismara nella parte dell’asino e Lisa Capelli come bambina.

Per Zanoletti, volto noto nel mondo teatrale in alta Val Seriana, il lavoro su questo tema ha rappresentato un’esperienza molto arricchente. “Mi è piaciuto molto – racconta -. Io ho tre figli, che da poco non credono più a Santa Lucia. Ho vissuto la magia della notte di santa Lucia prima come bambino, poi come genitore, ma ho smesso tre anni fa. Forse per compensare la conclusione di questa esperienza, ho pensato di continuare a contribuire a questa magia, raccontandola ai bambini e a tutti gli spettatori che vengono a vedere questo spettacolo”.