Oratorio Terno: il Cre è questione di accoglienza e comunità

Uno sguardo, un abbraccio, una voce e un cuore: quattro parole per raccontare le emozioni ai più piccoli, ma anche a chi è un po’ cresciuto. All’oratorio di Terno d’Isola si parte da qui per interiorizzate al meglio il tema del Cre 2022 e per vivere insieme un’esperienza significativa per tutta la comunità. Anche se l’esperienza è dedicata a bambini, ragazzi e adolescenti, tutti possono sentirsi partecipi grazie ai racconti e ai momenti di coinvolgimento pensati per le famiglie e non solo. Il Cre si vive insieme come comunità anche grazie alla comunicazione.

Vivere il Cre all’oratorio di Terno d’Isola

Rigiocando gli insegnamenti degli ultimi due anni in questa nuova estate, all’oratorio di Terno è stata mantenuta la suddivisione nei piccoli gruppi per rispondere al meglio alle esigenze di ogni fascia d’età. La giornata tipo prevede attività diverse per ogni gruppo: al mattino ci si sperimenta con creatività tramite i laboratori e le attività a tema, mentre il pomeriggio è dedicato alle uscite sul territorio, ai grandi giochi e ai tornei. Grazie a questi momenti, la tematica delle emozioni viene declinata con diverse modalità. Si dà a tutti la possibilità di elaborare l’argomento in base alla propria sensibilità.

“Quest’anno ci sono quattro parole a guidarci lungo tutto il Cre -spiegano Chiara e Francesco, coordinatori dell’oratorio di Terno d’Isola-. Sguardo, abbraccio, voce e cuore sono i quattro vocaboli attraverso cui abbiamo scelto di caratterizzare le settimane e di dare concretezza al tema. Abbiamo provato a pensare come un bambino o un ragazzo possa esprimere le emozioni e queste quattro parole ci guideranno per tutto il Cre”. Nel programma quotidiano è previsto almeno un momento dedicato al confronto in cui tutti rileggono le emozioni attraverso un film, un disegno, una canzone o sperimentando nuovi linguaggi. Tutto ciò che emerge, successivamente, viene ripreso dai laboratori, i giochi e la preghiera.

Il ruolo della comunicazione al Cre

Tutti i momenti vissuti al Cre sono un’occasione per mettere al centro il vissuto emotivo dei ragazzi, ma, soprattutto, accogliere ciascuno di loro. “Il Cre è accoglienza. Questo è ciò che abbiamo appreso nelle ultime due esperienze e che stiamo rigiocando quest’anno -sottolineano Chiara e Francesco-. Grazie ai piccoli gruppi, tutti si sentono accolti e parte di un’esperienza che può regalare molto. Crediamo che in questo ci aiuti anche l’aspetto della comunicazione sia dal punto di vista pratico che di senso”.

“Da un lato allarghiamo l’esperienza del Cre alle famiglie e a tutta la comunità di Terno attraverso i racconti sui social e su tutti gli altri mezzi. Dall’altro, sempre grazie alla comunicazione, gli animatori si sentono davvero portatori di una cura più grande. È importantissimo aver una squadra rodata tra animatori e coordinatori. Non solo perché le attività riescono meglio, ma anche per trasmettere in modo efficace il senso comune dell’esperienza”.

Sentirsi parte di una famiglia allargata

La comunicazione non solo fa vivere al meglio il Cre, ma costruisce ponti tra le diverse generazioni. Dai più piccoli fino agli adulti, tutti sono coinvolti in questa esperienza speciale. E la cura delle emozioni e di ciò che hanno vissuto i più piccoli della comunità parte proprio da qui. Passa dalla semplicità di affidare a un coordinatore un gruppo di animatori che, a loro volta, si faranno portatori di un messaggio di cura. Persona dopo persona, come in un telefono senza fili, si arriva tutti in modo unico e personale. Tutti si sentono parte di un’unica grande famiglia che condivide lo stesso “Batticuore”.