Sulle tracce di Jane Austen. “Persuasione” su Netflix con Dakota Johnson

Quest’ultima versione di “Persuasione” targata Netflix oscilla tra tradizione e innovazione.

Regina dello schermo. Se ne è andata nel 1817, poco più che quarantenne, con appena sei romanzi completi e alcuni incompiuti, lasciando però una traccia indelebile nella storia della letteratura, oltre che nei cuori di lettrici e lettori. Parliamo di Jane Austen, uno dei pilastri della letteratura britannica ottocentesca, che con i suoi romanzi venati di sentimento, ma anche di critica sociale, ha contribuito a rappresentare la donna del XIX secolo con una carica di indipendenza e autodeterminazione. Tutti i suoi componimenti sono stati di frequente “saccheggiati” da cinema e serie Tv: “Orgoglio e pregiudizio” (2005) di Joe Wright con Keira Knightley e più di recente “Emma” (2020) di Autumn de Wilde con Anya Taylor-Joy. Ancora, le impeccabili miniserie Bbc “Orgoglio e pregiudizio” (1995) con Colin Firth, “Sense and Sensibility” (2008) con Dan Stevens, “Emma” (2009) con Romola Garai e “Persuasione” (2007) con Sally Hawkins. E proprio del romanzo postumo della Austen, “Persuasione” del 1818, Netflix ha tratto una nuova versione, in piattaforma dal 15 luglio: diretto dalla regista teatrale Carrie Cracknell, protagonisti sono Dakota Johnson (“La figlia oscura”) e Cosmo Jarvis (“Lady Macbeth”).

Le ragioni del cuore. Anne è la secondogenita di Sir Walter Elliot (Richard E. Grant). Non è ancora sposata all’età 27 anni, e per questo non è vista di buon occhio in casa; conserva nel cuore l’amore per il capitano Frederick Wentworth, respinto otto anni prima su pressioni familiari. Ora i due sono destinati a incontrarsi di nuovo a Bath.

Pros&Cons. È sempre Jane Austen, c’è poco da fare! La sua penna, a distanza di oltre duecento anni, non smette di incantare. Quest’ultima versione di “Persuasione” targata Netflix oscilla tra tradizione e innovazione. Da un lato si ritrovano i classici meccanismi narrativi, la consueta messa in scena meticolosa, coinvolgendo persino location già utilizzate in precedenza dalla Bbc. Quello che si riscontra di nuovo risente della lezione “Bridgerton”, serie Netflix di Chris Van Dusen e Shonda Rhimes: toni e colori brillanti, con una diffusa atmosfera ironica. Nello specifico, la protagonista Anne Elliot perde quello sguardo introspettivo-dolente che le aveva donato la bravissima Sally Hawkins, per sposare un approccio più ironico, a tratti quasi “irriverente”, con Dakota Johnson, che spesso usa l’“interpellazione”, ossia lo sguardo diretto in macchina, al pubblico, per condividere pensieri e stati d’animo. La sua Anne sembra avere il piglio sanamente ribelle di Elizabeth Bennet come pure di Jo March (“Piccole donne”): coraggiosa, intrepida, ma bisognosa di sentimento.

Nel complesso, “Persuasione” viaggia su un binario consolidato, senza troppi sussulti, impreziosito nei dettagli, cercando nuove sfumature visive in chiave contemporanea, mettendo a tema un ritratto di giovane donna libera, sognante e capace di scegliere da sé il proprio destino. Jane Austen paladina dei nostri tempi. Consigliabile, poetico, per dibattiti.