Missionari in partenza e in arrivo. A Bergamo due religiose dal Congo e dal Kenya

“Tutti abbiamo bisogno di missione, di qualcuno che ci sorprenda con il Vangelo” ha detto il vescovo di Bergamo monsignor Francesco Beschi alla veglia missionaria che si è svolta nei giorni scorsi in Cattedrale. A suscitare meraviglia in chiesa è stata la presenza di due trampolieri vestiti di bianco che, come ha detto il vescovo “hanno il passo e lo sguardo lungo come i missionari”.

Questa serata di preghiera è stata l’occasione per consegnare le croci benedette a nove persone: non solo in diversi Paesi del mondo, ma anche in terra bergamasca.

Tra loro, infatti, c’erano anche due religiose della congregazione delle Suore delle Poverelle: suor Gerardine Mibwa dalla Repubblica democratica del Congo e suor Maryline Nanjala Mututa dal Kenya. Entrambe svolgeranno incarichi pastorali qui nella diocesi di Bergamo. Anche questo può essere fonte di stupore: il vescovo in più occasioni ha sottolineato come il cristianesimo – che qui appare in ripiegamento, con una diminuzione delle vocazioni e della partecipazione – sia in espansione in molti Paesi del mondo, come l’India, alcuni Paesi dell’Africa, Cina e Vietnam. 

Ecco perché appare naturale, e in futuro probabilmente sarà ancora più frequente, la presenza di religiosi provenienti da altri Paesi nella nostra terra, che davvero è “terreno di evangelizzazione”.

Rappresentano un bel segno anche le partenze di due famiglie per la Bolivia: Martina Luchi e Siro Cingolani della diocesi di Fermo saranno a servizio della Chiesa di Coro Coro. Martina Solari e Giovanni Valceschini con il loro bimbo Pietro si metteranno a servizio della Chiesa di Cochabamba. Gli altri missionari a cui è stato consegnato il crocifisso sono don Sergio Armentini di Stezzano, negli ultimi anni direttore dell’oratorio di Scanzorosciate, in partenza per la diocesi di Guantanamo-Baracoa a Cuba, Stefano Lima di Ranica, destinato alla parrocchia di Munyapata a La Paz in Bolivia ed Elena Profeta della diocesi di Vicenza, che svolgerà il suo servizio ad Abengourou, in Costa d’Avorio. Il vescovo ha osservato che “vedere il cuore degli uomini è l’orizzonte più ampio che si possa immaginare” e ha invitato a cogliere l’occasione di queste partenze per riflettere sul senso della missione, “un compito che appartiene a ogni cristiano, nasce dall’incontro e si alimenta nell’ascolto”.

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