Memoria dei missionari defunti: “Alla base di ogni azione c’è l’amore”

«L’amore è la base della missione. Questa è la condizione primaria e non la professionalità o la preparazione culturale. Preghiamo per i nostri missionari, ringraziamo il Signore per la loro vita e opera e chiediamo che la loro testimonianza continui ad alluminare il nostro cammino».

Sono le parole di don Mario Cassera, prete Fidei donum diocesano, da dieci anni missionario in Algeria, che ha tenuto l’omelia nella Messa in memoria dei 15 missionari bergamaschi defunti dal novembre dello scorso anno, celebrata giovedì pomeriggio 10 novembre nella chiesa del cimitero civico.

La Messa è stata presieduta da don Massimo Rizzi, direttore del Centro missionario diocesano, che ha letto i loro nomi: i Saveriani padre Mario Tirloni, padre Igino Sala, padre Angelo Pansa, padre Francesco Bertazza e padre Giuseppe Rosti; i Comboniani padre Saverio Colleoni, padre Ezio Rossi e padre Giuseppe Zoppetti; il Monfortano padre Maurizio Del Prato; don Eugenio Rota, incardinato in una diocesi dell’Ecuador; suor Augusta Carrara, delle Figlie della Sapienza; suor Maria Agnese Ghisleni, delle Povere Figlie di San Gaetano; suor Giovanna Consonni, delle Figlie del Sacro Cuore; suor Agnese Morelli, delle Sacramentine; l’ex sacerdote Luigi Serughetti, uno dei primi due sacerdoti ad avviare la missione diocesana in Bolivia.

Una testimonianza che illumina il cammino

«Con il nostro ricordo e la nostra preghiera — ha detto all’inizio della Messa il direttore del Cmd — vogliamo offrire  al Signore la vita e la storia di questi nostri missionari. Preghiamo per loro, nella certezza che sono nella luce del Signore».

Fra i concelebranti c’erano, fra gli altri, i confratelli dei missionari defunti, il direttore dell’Ufficio migranti don Sergio Gamberoni, don Denis Kouadio, cappellano dei cattolici africani francofoni, don Angelo Domenghini e don Cesare Passera, rispettivamente parroci di Borgo Palazzo in città e di Brembate Sotto. Fra i presenti c’era Massimo Fabretti, già segretario dell’Ente bergamaschi del mondo, giunto in segno di ringraziamento per quei missionari che, nel corso del tempo, l’hanno aiutato ad avviare i Circoli dei bergamaschi nel mondo in Svizzera, Belgio, Brasile e Argentina.

All’omelia, don Cassera ha ricordato l’opera dei 15 missionari defunti, ma anche di tutti i missionari: sacerdoti Fidei donum, religiosi, religiose e laici.

“Hanno portato il Vangelo in tanti luoghi del mondo”

«Siamo qui a pregare per questi missionari, che nella quasi totalità non sono sepolti in questo cimitero, ma hanno scelto i luoghi nel mondo dove hanno vissuto il Vangelo, sono stati costruttori del Regno di Dio e hanno condiviso la vita delle popolazioni».

Don Cassera ha ricordato la lunga tradizione missionaria della diocesi di Bergamo per numeri e impegni in ogni continente. «La Chiesa bergamasca ha un patrimonio enorme di missionari. Alcuni di loro non sono morti per età o malattia, ma sono stati anche assassinati per la loro opera e testimonianza».

Infine ha ricordato le parole di due anziane missionarie delle suore Orsoline di Somasca, che hanno raccontato in un recente convegno i loro 50 anni di vita missionaria in Bolivia. «Non erano né insegnanti, né infermiere, eppure erano partite. Ma hanno sottolineato che la loro opera missionaria si è basata sul testimoniare che Dio voleva bene anche a quelle popolazione a loro affidate».

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