Oratorio Colzate: gli adolescenti si fanno interpreti del Vangelo

Vivere l’Avvento con gli adolescenti è sempre sfidante. Ci si prepara insieme a un evento che, più di 2000 anni fa, ha cambiato il mondo. Ed è proprio qui che risiede la sfida: rendere attuale e fruibile il messaggio che da due millenni provoca e fa riflettere le generazioni. In questi casi ad aiutare è proprio la “praticità”. Anche se si tratta di un cammino spirituale, mettere le mani in pasta e rimboccarsi le maniche rende tutto più vicino come testimoniano gli adolescenti dell’oratorio di Colzate. Di lunedì in lunedì si troveranno per preparare la veglia di Natale che accompagnerà la comunità nel tratto finale dell’attesa.

Adolescenti di Colzate e il Vangelo

Che la veglia di Natale sia pensata, costruita ed animata dagli adolescenti, a Colzate è ormai una tradizione. Questo appuntamento li rende protagonisti a pieno in un’occasione in cui la fede viene messa al centro. Ogni anno affrontano un tema diverso attualizzando e questo Natale sarà scandito dal versetto del Vangelo di Luca “Lo ospitò in casa sua” come suggerito dai cammini diocesani. Per gli adolescenti è un’occasione per lavorare su di sé e sulla propria fede, ma anche un’opportunità per mettersi al servizio della propria comunità.

A seguire gli adolescenti lungo il cammino sono gli educatori che li accompagnano, passo dopo passo, dalla rilettura del Vangelo alla preparazione tra chiodi, colla e tempere fino all’animazione della veglia. “Gli adolescenti si prendono cura di ogni parte del processo -racconta Michela Imberti, educatrice dell’oratorio di Colzate-. Dopo aver letto il Vangelo e aver condiviso le prime impressioni sul tema da proporre alla comunità, sono loro a pensare a tutto. La veglia è strutturata in maniera tale da mettere in risalto il tema tra scene teatrali, letture, video, scenografie e gesti per coinvolgere i presenti”.

Una tradizione che sa di cura

Partendo dal versetto del Vangelo scelto, gli adolescenti di Colzate tratterranno il tema dell’ospitalità con richiami scenografici legati alla simbologia della porta e ulteriori affondi lungo il momento di preghiera. In tutto ciò anche l’aiuto della comunità è importante che si mette a disposizione sia nella fase di preparazione sia la sera stessa attraverso dei piccoli gesti significativi. “La nostra comunità ha molto a cuore il momento della veglia -spiega Michela-. Oltre a supportare i ragazzi durante la preparazione, si presentano in anticipo all’appuntamento per incontrare gli adolescenti in chiesa e in un contesto di informalità. Si scambiano due parole e ci si dà una mano negli ultimi preparativi. È importante sentire il supporto di tutta la comunità perché aiuta gli adolescenti a crescere avvertendo una cura reciproca: loro si mettono al servizio degli adulti e la comunità ricambia standogli accanto”.

L’obiettivo della veglia, però, non è solo animare la notte di Natale. Come evidenzia Michela “è bene ricordarsi il perché di questo appuntamento”. “Il nostro desiderio è avvicinare gli adolescenti a un concetto, uno stile e un modo di essere Chiesa in cui ciascuno possa fare la propria parte. Andare a messa o spendersi per la Chiesa non è una ‘roba da vecchi’. Nel Vangelo ci sono degli insegnamenti più attuali che mai: momenti come questi ci aiutano a reinterpretarli e a interiorizzarli”. Il Vangelo può concretizzarsi in tanti modi diversi. Attraverso una lettura, un video o una scenografia che coinvolga la comunità, trova sempre la via per parlare al presente, per interrogare gli adolescenti. È una Parola dotata di una trasversalità in grado di raggiungere tutti anche, e soprattutto, rimboccandosi le maniche.