Giovani e vescovi: un nuovo appuntamento il 10 dicembre a Sotto il Monte

Dopo l’incontro vissuto nel Duomo di Milano sabato 6 novembre 2021 (nella foto di apertura del post), torna un nuovo grande appuntamento per l’evento “Giovani e Vescovi”.

Sabato 10 dicembre a Sotto il Monte i 200 giovani provenienti da tutte le Diocesi di Lombardia e i 14 Vescovi (10 titolari e 4 ausiliari) vivranno una nuova giornata di incontro per continuare quel cammino di ascolto e confronto, nato con l’obiettivo di dare concretezza allo spirito della Christus vivit.

In programma c’è alle 10 un momento di restituzione del percorso di ascolto e confronto vissuto sin qui e alle 14 un momento di preghiera.

Non solo un incontro ma un cammino

“Il testo dell’esortazione post-sinodale Christus vivit offre moltissimi spunti, ma diventa efficace e generativo nella misura in cui si fa lo sforzo di provare a recepirlo, di vedere le sue concretizzazioni nel territorio – spiega don Emanuele Poletti, direttore dell’Ufficio per la Pastorale dell’Età Evolutiva della Diocesi di Bergamo -. Giovani e Vescovi è un processo disteso nel tempo, non un evento che si dà una volta per tutte: è stato voluto dai Vescovi lombardi ancor prima della pandemia e ha richiesto una lunga fase di preparazione”.

L’incontro avvenuto in Duomo un anno fa è stato un evento dalla forte carica simbolica dentro questo processo.

“I Vescovi si sono messi in ascolto dei giovani, dialogando su alcuni sentieri: vocazione, lavoro, riti, affettività, intercultura ed ecologia – prosegue don Emanuele -. Si tratta di temi particolarmente urgenti per l’oggi e in particolare per i giovani di oggi. Le loro riflessioni sono state inquadrate, istruite, dentro il solco della secolare tradizione la Chiesa già possiede”.

Gli organizzatori dell’evento ne sono rimasti molto soddisfatti. “Ai giovani è stato chiesto di essere consapevoli e di reagire. I Vescovi sono rimasti profondamente in ascolto e le riflessioni emerse sono state messe nero su bianco”.

Giovani e fede: cinque sentieri e un anno di lavoro

Da lì, infatti, il dialogo è andato avanti. “Un gruppo più ristretto, formato da 50 giovani, nell’ultimo anno ha continuato a lavorare. Per ognuno dei cinque sentieri un Vescovo, indicato dalla Conferenza Episcopale Lombarda, e dieci giovani hanno provato a fare sintesi e hanno svolto una prima operazione di discernimento reciproca. I Vescovi hanno chiesto ai giovani delle indicazioni su come provare a camminare insieme per annunciare ai giovani il messaggio del Vangelo e a loro volta si sono messi a disposizione per aiutare i giovani a vivere queste dimensioni”.

Un dialogo dalla doppia finalità, i cui frutti verranno condivisi con tutti i 200 giovani coinvolti proprio nella giornata di sabato. Questo incontro non rappresenterà, tuttavia, un punto di fine. “Il desiderio è che questo discernimento continui ora sui territori. I 200 giovani sono stati un paradigma di riferimento perché il processo si allarghi a tutti i territori della Lombardia, che sono diversi per tradizioni, cultura e sensibilità. Ogni comunità, con i propri giovani, può trovare strade percorribili”.

Dopo questo inizio, don Emanuele si dice fiducioso sulla prosecuzione di questo cammino. “Non per forza ci saranno contenuti innovativi ma sicuramente il cammino svolto ha generato un metodo sinodale, uno stile fatto di ascolto e riflessione condivisa. Adesso l’auspicio è che possa accadere in tutti i territori”.

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