Oratorio Azzano: dare valore a ciò che vivono gli adolescenti

Un francobollo può aiutare gli adolescenti a guardare il mondo con occhi diversi? Una cena può cambiare la prospettiva su ciò che ci circonda? Oppure, il tema del tempo può essere davvero uno spunto di riflessione per i più giovani? La risposta a tutte e tre le domande è sì.

Nonostante questi temi possano sembrare sconnessi tra di loro, in realtà sono accomunati da un unico percorso adolescenti: il The gr.ADO dell’oratorio di Azzano San Paolo. Ogni quindici giorni, di domenica, gli adolescenti si trovano in oratorio per confrontarsi, condividere la cena e stare insieme nell’informalità.

Con l’arrivo del Natale, presto saranno impegnati in alcuni appuntamenti legati alla vita della comunità, ma il primo obiettivo -secondo gli educatori- è quello di esserci nel percorso di crescita dei loro adolescenti.

The gr.ADO all’oratorio di Azzano

“Gli adolescenti di oggi – racconta Elisabetta Sapio, educatrice dell’oratorio di Azzano- sono circondati da spunti, stimoli ed esperienze diverse. Spesso non è facile giostrarsi tra i diversi input quindi, quando arrivano in oratorio, l’intento è sempre quello di rallentare e soffermarsi in un modo nuovo su ciò che viviamo. Esistono troppe cose che diamo per scontate, ma che non lo sono. Ciò che si vive ha un valore ed è proprio questo che vorremo trasmettere ai nostri adolescenti”.

Per rispondere al meglio alle esigenze dei gruppi, ogni annata ha un tema da sviluppare. I più piccoli si confrontano riguardo il tempo, in un’età, quella dei quindici anni, costellata di cambiamenti. Gli adolescenti di seconda superiore si concentrano sulla relazione e su ciò che sono in funzione dell’altro. Il gruppo di terza superiore, invece, affronta il tema della libertà, mentre i più grandi si soffermano sulla carità e le sue sfaccettature. Tutti argomenti pensati per andare incontro alle esigenze degli adolescenti e accompagnarli nella crescita.

Cambiare prospettiva sul mondo

Per introdurre gli adolescenti alle tematiche, l’incontro inizia sempre con un’attività o una testimonianza che possa aiutarli a rileggere ciò che vivono tutti i giorni. Tra gli ultimi incontri svolti all’oratorio di Azzano c’è anche quello con don Luciano, cappellano del carcere, che ha fatto una richiesta particolare agli adolescenti: predisporre in oratorio una cassetta in cui raccogliere dei francobolli.

“L’incontro con don Luciano è stato molto importante per gli adolescenti -spiega Elisabetta-. Hanno compreso a pieno cosa e come vive un detenuto. Ciò che li ha colpiti di più è l’aspetto della comunicazione. Non potendo tenere un telefono con sé, i detenuti spesso comunicano con l’esterno attraverso le lettere e così hanno scelto di accogliere l’invito di don Luciano mettendo una cassetta per la raccolta dei francobolli al bar dell’oratorio in modo che tutta la comunità di Azzano possa contribuire. Il sostegno della comunità è un elemento che non deve mai mancare in oratorio, è fondamentale”.

L’apporto della comunità di Azzano si rivelerà decisivo anche nell’avvicinarsi e prepararsi al Natale. Gli adolescenti verranno accompagnati ad accogliere Dio che si fa bambino attraverso alcuni momenti di preghiera, ma saranno sempre loro a prendersi cura della chiusura dell’avvento che coinvolgerà tutte le età.

“Anche, e maggior ragione durante l’Avvento, – conclude Elisabetta- l’obiettivo è far luce sulle esperienze dei nostri adolescenti. Delle volte percepiamo ciò che accade nel mondo come distante, ma basta soffermarsi un po’ per comprendere quanto tutto questo sia in realtà molto vicino alla nostra quotidianità. Ci riguarda l’altro perché instauriamo una relazione, ci riguarda da vicino anche il tempo con le sue sfumature anche se oggi ci sembra infinito. Anche la carità e la libertà ci intercettano anche se non sembriamo i protagonisti che cambieranno la storia. Noi iniziamo a fare un passo in più per guardare il mondo con occhi nuovi”.

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