I pericoli dell’azzardo anche per gli adolescenti: non è un gioco

Si è parlato del fenomeno in generale di recente a Roma, nel corso del convegno “L’azzardo non è un gioco e sollecita le responsabilità”, organizzato dalla Conferenza episcopale del Lazio.

Tra i giochi “preferiti” dagli adolescenti, purtroppo, figura anche l’azzardo. L’offerta è ricca e variegata, irresistibile per alcuni di loro: scommesse sportive, gratta e vinci, slot machine, concorsi a premio e gambling. I dati più recenti (2018) riportano che due ragazzi su tre (66,3%)  giocano d’azzardo almeno una volta l’anno e ben il 36,3% è, addirittura, giocatore abituale. 

Per la maggior parte dei giovani coinvolti nell’indagine l’azzardo è un’attività per “far soldi” affidandosi alla “fortuna”. Tutto, quindi, è incentrato sul denaro e non si ha alcuna consapevolezza dei rischi correlati a questo tipo di attività. Tra gli adolescenti prevale l’idea di una certa normalità e innocuità dell’azzardo, legittimato da un’ampia comunità di “giocatori adulti”.

Riconoscere i comportamenti a rischio

Si è parlato del fenomeno in generale proprio qualche giorno fa a Roma, nel corso del convegno “L’azzardo non è un gioco e sollecita le responsabilità”, organizzato dalla Conferenza episcopale del Lazio. I vescovi hanno sollecitato l’intervento della politica per contrastare “una piaga dai mille rivoli”, così l’ha definita il cardinale vicario della diocesi di Roma, Angelo De Donatis.

Nel 2021 sono stati scommessi complessivamente (quindi da giovani e adulti), solo nel Lazio, 11 miliardi e 568 milioni di euro con profitti per l’industria del settore pari a 839 milioni e 294mila euro. Rispetto all’incidenza nell’universo giovanile, le proposte di prevenzione dovrebbero essere finalizzate ad ampliare la consapevolezza della portata e delle possibili conseguenze del fenomeno e trovare riscontro all’interno delle scuole e dei centri di aggregazione, sensibilizzando famiglie ed educatori.
L’estate scorsa l’Istituto per la salute del bambino e dell’adolescente presso l’Ospedale pediatrico Bambin Gesù ha diffuso una guida utile soprattutto a genitori e insegnanti che “spesso non sono in grado di riconoscere i segnali lanciati dai giovani a rischio”. Tra le iniziative attuate anche la creazione di un indirizzo e-mail dedicato: iogioco@opbg.net.

Facilmente accessibile anche per i minorenni

I minorenni, tra i 13 e i 17 anni, possono avvicinarsi al gioco d’azzardo abbastanza facilmente: ci sono app e siti dedicati, anche in questo caso il web facilita l’approccio. Nella guida viene spiegato che la dipendenza da gioco d’azzardo, esattamente come le altre, è caratterizzata da quattro elementi: il craving (il desiderio improvviso e incontrollabile di giocare), l’astinenza, l’assuefazione e la tendenza a sovrastimare la propria abilità di calcolo delle probabilità, sottostimando l’esborso economico che porterà a una vincita.

L’azzardo, in maniera particolare, deriva da una complessa interazione tra fattori biologici, psicologici e ambientali che varia da persona a persona. A incidere in maniera sostanziale: la scarsa capacità di autocontrollo, tipica degli adolescenti, nonché la ricerca di nuove emozioni e la necessità di sentirsi “grandi”.

Umore alterato e difficoltà nel sonno

La possibilità di aggirare facilmente il limite minimo di età imposto dalla legge (ad esempio fornendo i dati dei genitori), unita alle infinite possibilità di gioco senza interruzioni che il web offre, incentivano fortemente la gambling addiction (ludopatia) tra i giovanissimi. Le conseguenze sono gravi e allarmanti, tra di esse: la compromissione del benessere individuale, delle relazioni familiari e amicali. L’insorgere del disturbo di ludopatia in età adolescenziale, inoltre, può rendere la logica della scommessa elemento strutturale della personalità.

Tra i fattori sentinella, ai quali genitori e insegnanti dovrebbero prestare grande attenzione sono: l’umore alterato, la perdita di interesse nelle attività sociali, la difficoltà di dormire.
L’appello dei vescovi del Lazio e dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma a intervenire con urgenza questo fenomeno va raccolto con urgenza. Le misure da prendere riguardano la politica, la scuola, la famiglia e la società intera.

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