Giovani che pensano al futuro: “I nuovi eroi” agiscono oltre gli stereotipi

I giovani sono tutti “sdraiati” o “bamboccioni”, giusto per citare alcune espressioni divenute celebri negli ultimi anni?

“I nuovi eroi” è un programma serale di Rai3, venti minuti di futuro pensato costruito nel presente. II titolo che gode di licenza giornalistica non esprime del tutto il messaggio dei protagonisti che narrano storie di solidarietà, di difesa della dignità umana e di lotta per la giustizia e la pace. Si definiscono cittadini e cittadine che alle sfide del tempo rispondono con la forza e lo spirito della Costituzione. Sono persone che dopo aver guardato attorno a sé stesse e dentro sé stesse hanno deciso di agire, di prendersi cura dei più fragili ed indifesi, di avviare percorsi di legalità, di attivare forme di impresa sociale, di tutelare l’ambiente, di investire nella ricerca e nell’innovazione.
Sono persone, soprattutto giovani, che il presidente della Repubblica ha voluto insignire con l’Ordine al Merito della Repubblica italiana. I loro racconti hanno disegnato e disegnano uno spaccato reale di quell’Italia che è animata da un profondo senso civico, che oggi non accetta che si scherzi con le parole merito e umiliazione.

Un’Italia che non condivide l’abolizione del bonus cultura, che sente l’urgenza di dare sicurezza e prospettiva all’alternanza scuola-lavoro, che sente il grido di allarme proveniente dal pur riprovevole gesto di imbrattare Palazzo Madama.
Innumerevoli e insistenti le domande, le parole, i gesti di giovani che continuano a bussare alle porte della cultura, della politica, delle istituzioni.


Giuseppe Riggio, direttore di Aggiornamenti Sociali, nell’editoriale del primo numero 2023 del mensile scrive: “Quale immagine dei giovani ha la società degli adulti? Sono un “oggetto” sconosciuto e potenzialmente pericoloso? Sono soggetti di seconda classe incapaci di prendere decisioni? O, detto con maggiore onestà, sono semplicemente non disponibili a prendere le decisioni che noi adulti ci aspettiamo? I giovani sono tutti “sdraiati” o “bamboccioni”, giusto per citare alcune espressioni divenute celebri negli ultimi anni? E allora perché a volte risultano fastidiosi, ad esempio quando fanno i “gretini” sui temi ambientali?

Sui giovani, aggiunge Riggio, ci sono molte fotografie sottoforma di analisi, di ricerche, di statistiche ma in quelle stesse foto ad essere sfocati o assenti risultano proprio loro, i giovani.
Si continuerà così oppure le istituzioni pubbliche, l’associazionismo e lo stesso mondo ecclesiale daranno ascolto a quanti, in un tempo incerto e difficile, stanno dicendo con la loro vita che un’altra società, un’altra economia, un’altra politica sono possibili? Si avrà lo sguardo del presidente della Repubblica che tributando a “I nuovi eroi” un prestigioso riconoscimento ne ha raccolto e trasmesso il messaggio che viene dal futuro?

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