I colori dell’aria per il Convento dei Celestini: dalla musica un aiuto per i restauri

Applausi calorosi e ripetuti sono riecheggiati negli spazi della chiesa di San Nicolò dei Celestini in Borgo Santa Caterina durante il concerto «I colori dell’aria 3», svoltosi domenica pomeriggio 22 gennaio.

Protagonista l’ensemble «Vagues Saxophone Quartet», composto da 4 giovani sassofonisti, che ha già ricevuto numerosi riconoscimenti: Andrea Mocci, Francesco Ronzio, Mattia Quirico e Salvatore Castellano. Applausi che hanno scandito ognuna delle 12 esecuzioni di autori antichi e contemporanei con i suoni caldi e coinvolgenti dei sassofoni.

L’iniziativa è stata organizzata da Congregazione delle Suore Sacramentine e Parrocchia di Santa Caterina per raccogliere fondi per i costosi restauri della struttura che non possono essere rimandati. Il concerto è stato dedicato alla memoria di Giuseppe Anghileri, scomparso nel 2019, che era stato assessore comunale, presidente della Mia-Misericordia Maggiore e anima del borgo per tante iniziative.

Il progetto di «I colori dell’aria» è opera di Alessandro Bottelli, nativo del borgo, poeta e promotore culturale, nonché autore dell’inno della Madonna Addolorata, composto per il santuario locale. Numerose le persone che si erano prenotate, tanto che il concerto è stato replicato la sera.

Presenti, fra gli altri, il prevosto monsignor Pasquale Pezzoli, il predecessore monsignor Andrea Paiocchi e madre Maria Gambirasio, superiora generale delle Sacramentine, a cui è stato affidato il complesso.

Il complesso dei Celestini

L’ex monastero dei Celestini ha una storia antica. Fu costruito nel 1309 per volontà del cardinale bergamasco Guglielmo Longhi e affidato all’Ordine dei Celestini. Dopo la loro soppressione (1794) decretata dalla Repubblica di Venezia, il complesso divenne sede del Seminario vescovile. Nel 1870 passò ai Frati Cappuccini, dove restarono fino al 1890, quando fu acquistato dal Comune di Bergamo come sede di un ospedale per contagiosi. Nel 1938 il complesso fu acquistato da Lodovico Goisis, ristrutturato e affidato alle Sacramentine, che vi tennero un orfanotrofio fino al 1983 e anche attività scolastiche per figli dei lavoratori dal 1975 al 1997. Attualmente ospita gruppi per incontri di spiritualità e una comunità di soccorso per ragazze.

La memoria di Giuseppe Anghileri

Il concerto è stato il terzo della serie, dopo quelli già tenuti a Tavernola e a Santa Croce di San Pellegrino Dopo i saluti di una religiosa a nome delle Sacramentine, è intervenuto Matteo Anghileri, figlio di Giuseppe, che ha ringraziato i fautori dell’iniziativa. Bottelli ha poi spiegato la genesi dell’ensemble, nato in un incontro nella chiesa di San Pietro a Tavernola, per valorizzare il patrimonio artistico-culturale di autori noti e meno noti. L’ensemble ha eseguito in modo magistrale pezzi di autori noti: Bach, Piazzolla, Scarlatti, Sciarrino e Nyman. Chicca del concerto l’esecuzione di opere composte da Gabriele Rota, Luca Tessadrelli e Federico Calcagno, tutti giovani per età, che si sono ispirati a tre antichi affreschi della chiesa.  

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