Miracoli metropolitani, storie di solitudine al Teatro Sociale

Foto di Salvatore Pastore

Una vecchia carrozzeria adattata a cucina, specializzata in cibo a domicilio per intolleranti alimentari: in questa cornice si svolge Miracoli Metropolitani, spettacolo della compagnia Carrozzeria Orfeo in cartellone giovedì 9 marzo (ore 20.30) al Teatro Sociale, nell’ambito della rassegna Altri Percorsi della Fondazione Teatro Donizetti. Drammaturgia di Gabriele Di Luca. 

Regia di Gabriele Di Luca, Massimiliano Setti, Alessandro Tedeschi. Musiche originali di Massimiliano Setti. Scenografia e luci di Lucio Diana. Costumi di Stefania Cempini. In scena: Elsa Bossi (Patty), Federico Brugnone (Mosquito/Mohamed), Ambra Chiarello (Hope), Federico Gatti (Igor) Barbara Moselli (Clara), Massimiliano Setti (Cesare), Roberto Serpi (Plinio). 

Coproduzione Marche Teatro, Teatro dell’Elfo, Teatro Nazionale di Genova, Fondazione Teatro di Napoli -Teatro Bellini, in collaborazione con il Centro di Residenza dell’Emilia-Romagna “L’arboreto – Teatro Dimora | La Corte Ospitale”. Durata 2 ore e 20 minuti senza intervallo. Prezzi biglietti: intero 19 euro, ridotto 15 euro. 

Selezionato dalla rivista Birdmen tra i 10 spettacoli imperdibili del 2022, Miracoli Metropolitani è il racconto di una solitudine sociale personale dove ogni uomo, ma in fondo un’intera umanità, affronta quotidianamente quell’incolmabile vuoto che sta per travolgere la sua esistenza. Siamo di fronte al disfacimento di una civiltà, alla dissoluzione delle relazioni e dell’amore inteso in tutte le sue accezioni, all’azzeramento del ragionamento e del vero “incontro” a favore di dinamiche sempre più malate tra le quali un’insensata autoreclusione nel mondo parallelo del Web, pericoloso sostituto del mondo reale.

Il risultato è la più totale solitudine esistenziale. L’alimentazione, il rapporto con il cibo come forma di compensazione al dolore, come alienazione di un Occidente decadente e sovralimentato, sempre più distratto e imprigionato dai suoi passatempi superflui, la questione ambientale, la solitudine e la responsabilità: sono questi i temi attorno ai quali di sviluppa il mondo di Miracoli Metropolitani, uno spettacolo dove si ride tanto, ma dove non si sta ridendo affatto.

I personaggi di Miracoli Metropolitani sono un’oasi di diversità apparente: nella loro cucina sgangherata, devono vedersela con ricette assurde per comporre alla meglio il menù europeo, quello asiatico o africano, spesso usando prodotti precotti e presurgelati dalla dubbia provenienza, esclusivamente per soddisfare le richieste di un mercato globale che vuole nutrirsi sempre di più e pagare sempre di meno.

In questo senso, il tema del cibo non vuole certo essere una critica a chi soffre realmente di intolleranze alimentari, ma la metafora di un consumismo assurdo, il racconto di come nella modernità ogni cosa venga esasperata, persino il cibo, nostro bisogno primario, che da urgenza alimentare è stato trasformato in una pericolosa moda da cavalcare.

Per restituire al pubblico la concretezza delle tematiche trattate, in Miracoli Metropolitani si cucina davvero, favorendo così anche una forte connessione emotiva fatta di rumori, odori e sapori immaginati.

Carrozzeria Orfeo, costituta a Mantova nel 2007, ha espresso fin dagli esordi la propria urgenza creativa ispirandosi ad un ideale artistico fortemente “Pop”, popolare, nel senso più alto del termine; ovvero un teatro che pensa allo spettatore fin dalla sua ideazione e scrittura, con storie che desiderano innescare riflessioni sul presente per indagare, non senza profondità e divertimento, i nodi cruciali dell’esistenza umana.

La necessità primaria della compagnia è quella di proporre un teatro aderente ai temi della realtà proprio per problematizzare nodi antropologicamente fondanti e intercettare l’intimità più fragile degli spettatori.

L’obiettivo è quello di portare sempre più pubblico a teatro, dimostrando che l’impegno civile e sociale possono essere felicemente coniugati ad una visione emozionante, profonda e molto divertente della vita.

Anche l’intrattenimento è uno degli elementi costitutivi del fare teatro con lo scopo di affiliare nuove generazioni di spettatori e catalizzare intorno ai propri progetti sempre più pubblico. La forte capacità comunicativa, tratto distintivo della Compagnia, che ha saputo in questi anni potenziare e consolidare la propria community digitale (composta da circa 50.000 contatti), ha permesso di intercettare un nuovo pubblico, come testimoniano i numerosi sold out nei maggiori teatri italiani.