Monastero di Santa Grata, luogo di preghiera e memoria: “Un faro sulla città”

La settimana della cultura è cominciata e con lei hanno preso il via tante e variegate iniziative in tutto il territorio bergamasco. 

Tra queste, non si può non citare, l’evento promosso dal Monastero delle benedettine di Santa Grata.

Sabato 22 alle ore 17 nella chiesa di Santa Grata in Columnellis, in via Arena 18, si svolgerà una speciale lettura di alcuni episodi tratti dalla vita della Santa ripresi dal Legendario, una raccolta di vite dei santi, redatto nel 1250 circa dal domenicano Pindemonte da Brembate su commissione dell’allora badessa del Monastero.

Alla narrazione si alternerà il canto di alcuni Inni – dedicati a lei e a Sant’Alessandro – presenti nell’Innario conservato nell’Archivio Vescovile. 

L’obbiettivo è quello di valorizzare e far conoscere la sua figura in quanto compatrona, insieme a Sant’Alessandro, della Diocesi di Bergamo. È, infatti, stata proprio lei che ha raccolto il corpo del Santo, ucciso a causa del suo rifiuto di abiurare, per potergli offrire una degna sepoltura.

 Di rilievo la collaborazione all’iniziativa da parte della professoressa Maria Rosa Cortesi, che sarà la voce narrante dei capitoli sulla vita di Grata. Si tratta di una delle principali studiose della Santa, che nel 2002 ha pubblicato un’indagine iconografica Il Legendario di Santa Grata.

Durante l’evento saranno, inoltre, proiettate  alcune diapositive che riproducono  le miniature che si trovano nel Legendario del Pindemonte che illustrano alcuni episodi della vita della Santa,  quali la traslazione – avvenuta nell’XI secolo – del suo corpo da Borgo Canale al Monastero o la narrazione della processione delle palme, durante la quale il vescovo si è fermato davanti alla soglia del convento e ha consegnato alla badessa la palma come simbolo di riconoscenza dell’importanza del luogo di culto. 

Il Monastero è, infatti, il più antico della città di Bergamo e ne abbiamo testimonianza già nell’VIII secolo in una pergamena nella quale si parla della permuta di un terreno situato nei pressi della chiesa di Santa Maria Vecchia, così denominata per non confonderla con quella accanto che è divenuta oggi la Basilica di Santa Maria Maggiore. In origine, dunque, il Monastero era stato dedicato a Maria per poi convertire il nome, nel 1027, in Santa Grata alle Colonnette in occasione proprio della traslazione del corpo della Santa.

Oggi le monache che ci vivono sono diciotto e osservano la regola benedettina dell’ora, lege et labora per la quale la giornata è scandita da momenti di preghiera, di lavoro e di lectio divina.

Secondo Suor Maria Teresa, monaca di clausura benedettina, questa settimana della cultura è “una settimana potenzialmente forte e penso sia importantissima perché, grazie ad essa, le persone avranno molte occasioni per conoscere di più il nostro territorio e avranno la possibilità di partecipare a diversi eventi culturali. 

Il messaggio che vogliamo trasmettere è che cosa voglia dire oggi vivere una vita monastica, che cosa oggi può dare un monastero a una città. Nella nostra realtà contemporanea si parla tanto di sinodalità e la vita all’interno del monastero è sinodale per natura; sinodo vuol dire cammino e nel monastero si cammina insieme.  Quello che vorrei che la gente portasse con sé è la scoperta di come il monastero possa essere un faro sulla città e non un qualcosa di avulso dalla comunità ma un tutt’uno, una forma diversa di seguire Cristo”.