Santa Paola Elisabetta Cerioli: dalla difficile storia familiare alla fondazione di una congregazione

Una santità femminile fiorita nelle campagne bergamasche dell’Ottocento per dare una famiglia e soccorrere orfane e orfani del mondo contadino, che all’epoca erano i più fragili e dimenticati nella società.

In questo percorso formativo il lavoro nelle campagne era centrale. È il cammino di Santa Paola Elisabetta Cerioli, fondatrice della Congregazione femminile della Sacra Famiglia a Comonte di Seriate (1857) e di quella maschile a Martinengo (1863).

Nata a Soncino (Cremona) il 28 gennaio 1816 in una famiglia aristocratica e battezzata col nome di Costanza, a 19 anni è data in sposa a un vedovo di 58 anni, il conte Gaetano Busecchi Tassis, possidente terriero che ha una casa padronale a Comonte, malaticcio, di carattere severo, mutevole e bizzarro.

Spesso porta la giovanissima moglie in cocchio per le vie di Bergamo, per ostentarla di fronte agli occhi dei conoscenti. Dal matrimonio nascono quattro figli. L’unico che sopravvive più a lungo è Carlino, che riceve dal padre un’educazione molto rigida.

Per questi motivi, anche se a malincuore, Costanza manda Carlino nel Collegio vescovile Sant’Alessandro, fondato dal canonico don Alessandro Valsecchi, futuro vescovo coadiutore di Bergamo. Nel 1854 muoiono Carlino e il marito. Al capezzale, affranta, Costanza dice al figlio colpito dalla tisi: «Cosa farò adesso da sola?». Carlino le risponde con una frase che rimane stampata nel suo cuore e che si sarebbe rivelata profetica: «Mamma, il Signore ti darà altri figli da mantenere».

Dopo questi eventi, Costanza inizia un cammino di discernimento spirituale, seguita dapprima dal Valsecchi e poi dal vescovo Pierluigi Speranza, che ne intuisce le qualità e la grandezza d’animo. Questo cammino la spinge a soccorrere i poveri del contado circostante, tanto che la sua casa è un continuo andirivieni. Però sente che è non abbastanza. Un giorno, alla porta della casa di Comonte si presenta un’orfanella, che pulisce, riveste e sfama. Nei giorni seguenti se ne presentano altre, tutte in condizioni di estrema povertà. Costanza ne parla con il cappellano di Comonte, da cui riceve l’invito di accogliere le orfanelle nella propria casa, dove possono trovare la famiglia che non hanno. 

La Cerioli intuisce il senso della frase di Carlino: gli «altri figli» erano le orfanelle e, in seguito, anche gli orfanelli poveri del mondo contadino. Per loro tiene lezioni di coltivazioni agricole che per l’epoca erano avveniristiche. Dopo questi eventi, la Cerioli emette i voti l’8 febbraio 1857, veste l’abito religioso assumendo il nome di Paola Elisabetta e fonda la Congregazione della Sacra Famiglia. Si spegne muore cinquantenne il 24 dicembre 1865. 

La Congregazione è attualmente impegnata diversi campi di apostolato: scuole, case di riposo, case di accoglienza per universitarie e per parenti che hanno i congiunti ricoverati in ospedale, soccorso di orfani e ragazze e ragazzi poveri, opere di promozione umana. Il ramo femminile è presente in Italia, Brasile e Repubblica democratica del Congo. Il ramo maschile è presente in Italia, Svizzera, Brasile e Mozambico.

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