Pellegrinaggio pastorale nella Cet 10. L’invito a guardare il futuro con speranza

Seriate

Nel mese di maggio il pellegrinaggio pastorale del vescovo Francesco dalle colline di Scanzorosciate, si è spostato nelle parrocchie della pianura della Fraternità Presbiterale 2 nella CET 10. 

Delle otto parrocchie che costituiscono questa Fraternità, tre sono di grandi dimensioni: Seriate, Brusaporto e Grassobbio. Altre tre – Bagnatica, Costa Mezzate e Montello – sono di media grandezza.

Due, infine, sono piccole comunità: Cassinone e Orio. Una popolazione totale di 50.000 abitanti, metà dei quali residenti a Seriate, suddivisi in sette comuni. Se da una parte le parrocchie più popolose vivono ancora una certa autosufficienza, che consente loro di portare avanti in autonomia le diverse attività ed iniziative, dall’altra quelle più piccole fanno più fatica. 

Per molti versi, la sinergia necessaria tra tutte le comunità è ancora da costruire, anche se la direzione è ben tracciata: lavorare insieme, mettendo in comune le risorse. Non mancano, in questo senso, alcuni tentativi di collaborazione su ambiti specifici, che coinvolgono l’intera CETcome quella tra i preti giovani e i rispettivi oratori per la pastorale giovanile, oppure il percorso formativo pluriennale per i catechisti.

Tutto questo territorio, e in particolare quello del comune di Seriate, risente dei fenomeni legati alle grandi città. Il contesto secolarizzato vede una più marcata disaffezione verso la fede, già evidente nella mancata richiesta di Battesimo per i figli da parte di molti genitori.

Dopo la pandemia del Covid-19, anche la partecipazione alla vita celebrativa delle comunità ha risentito di una forte contrazione. Il calo si è registrato in modo particolare nella frequenza ai Sacramenti dell’Eucarestia e della Confessione. I funerali restano ancora un momento significativo, anche se, a volte, sono vissuti come momenti civili piuttosto che esperienze di fede. 

Quasi tutti chiedono ancora il funerale, ma è evidente che molti non conoscono più i codici minimi di partecipazione alle celebrazioni, come il canto, le risposte al celebrante e i gesti della liturgia.

Si apre così la sfida di un nuovo annuncio della fede, che passa soprattutto attraverso il recupero della dimensione personale dell’incontro con Dio nella preghiera: una preghiera che non può ridursi ad un intimismo sterile, ma che deve alimentare il desiderio di vivere in pienezza.

Anche per questo, il vescovo Francesco, durante questo mese di visita pastorale, celebrerà l’Eucarestia in tutte le parrocchie della Fraternità. Non mancherà anche la preghiera del Santo Rosario in tutte le comunità, e l’incontro con quell’oasi speciale di preghiera che è il monastero delle terziarie francescane di Montello. 

Una delle dimensioni fondamentali dell’annuncio della fede è l’accompagnamento delle giovani generazioni, che si manifesta soprattutto nella pastorale giovanile e degli oratori. Anche se il curato dell’oratorio è ormai presente solo a Seriate e a Grassobbio, gli oratori di questa zona della Diocesi sono molto vivaci e custodiscono una certa creatività, soprattutto nel progettare iniziative e percorsi a favore degli adolescenti.

La costituzione progressiva delle équipe educative e l’impegno di tanti laici negli oratori sono il segno della passione educativa della comunità cristiana di questo territorio, che ha a cuore i più giovani e che cerca di trasmettere loro il grande tesoro della fede.

Ma la fede si trasmette soprattutto in famiglia. Ecco perché l’accompagnamento delle famiglie riveste, oggi più che in passato, un ruolo decisivo. In questa Fraternità vi sono interessanti esperienze legate alla pastorale e alla catechesi familiare, che il Vescovo incontrerà a Costa Mezzate, Brusaporto e Seriate. Si tratta di impegnativi ma gioiosi percorsi di approfondimento della fede e di partecipazione alla vita della comunità che, coinvolgendo genitori e figli, iniziano a dare i primi frutti.

L’annuncio di fede si incarna poi in uno stile di prossimità e di cura per tutti, ma soprattutto per chi è più fragile. Per questo motivo, durante la sua visita il Vescovo dedicherà tempo anche agli anziani, che costituiscono le radici delle nostre comunità e che rischiano di essere travolti da quella che papa Francesco definisce la cultura dello scarto, nella quale se non produci non servi più e vieni messo da parte.

La tappa del pellegrinaggio pastorale a Seriate sarà inoltre arricchita dall’incontro col personale sanitario dell’ospedale Bolognini e della RSA papa Giovanni Paolo I, come segno di attenzione al mondo della pastorale della salute e di vicinanza a coloro che soffrono.

Il territorio della CET 10 è segnato, infine, da diversi fenomeni sociali, con i quali anche la fede è chiamata ad entrare in dialogo. È da segnalare anzitutto la presenza di numerose persone provenienti da altri paesi del mondo: questo aspetto interpella sempre più le nostre comunità sul tema dell’integrazione e del dialogo tra culture e religioni diverse. 

Vanno in questa direzione le iniziative già esistenti di apprendimento della lingua italiana e degli spazi compiti. Inoltre, il territorio che il Vescovo ha visitato vanta notevoli potenzialità industriali, favorite anche dalla vicinanza delle vie di comunicazione e dalla facilità dei trasporti.

Molti imprenditori si trovano in questo territorio non tanto per scelta, quanto piuttosto perché hanno trovato un luogo fisico dove insediare le loro attività. La vera sfida per la Comunità Ecclesiale Territoriale è di trovare opportunità di dialogo con il mondo del lavoro, che occupa una dimensione fondamentale nella vita di ciascuno. La presenza del Vescovo ha dato un segnale in questa direzione.

La sfida dell’annuncio della fede si intreccia così alle realtà esistenziali che caratterizzano questo territorio, in quello che da molti viene definito un vero cambiamento d’epoca. Il pellegrinaggio del Vescovo, che ha dedicato un tempo abbondante anche all’incontro con i venti sacerdoti di questa Fraternità, ha invitato tutti a custodire uno sguardo di speranza sul presente e sul futuro, che non ceda alla facile tentazione di rifugiarsi nel passato, e che renda le comunità parrocchiali sempre più fraterne, ospitali e prossime, a servizio dell’annuncio del Vangelo.