“Re-agire”: una rete per incontrare e accogliere le persone migranti

contro per operatori Re-agire BG2024

“Re-agire con i migranti” è una rete che si è sviluppata via via estendendosi a livello territoriale in questi anni a partire da una iniziativa avviata a Lampedusa, nel febbraio del 2017, e sta coinvolgendo a livello nazionale sinergie con i territori, le istituzioni e le organizzazioni che interagiscono con migranti e richiedenti protezione internazionale.

Si tratta di un progetto rivolto all’accompagnamento e facilitazione per il benessere delle persone nella migrazione, e che attualmente sta operando in Lombardia a Brescia; in Puglia e Basilicata a Bari, Barletta-Andria-Trani, Potenza, Matera; in Sicilia a Trapani, Palermo, e in Veneto a Padova, Treviso, Venezia, Verona.

È un progetto incoraggiato dalla Fondazione Migrantes, e cofinanziato dalla campagna della Cei “Liberi di partire, liberi di restare” e di altri organismi aderenti all’iniziativa. Insieme viene costituita una rete di persone italiane e straniere con diverse professionalità e competenze, impegnate nell’accoglienza diffusa di richiedenti protezione internazionale e di immigrati, e nella formazione di operatori e volontari che operano nel contesto della migrazione.

Attraverso sessioni individuali condotte da un facilitatore esperto, i destinatari possono beneficiare di tecniche efficaci per la riduzione della carica emotiva associata a stress, dolore riferito a eventi del passato, timore per il futuro, blocchi nell’affrontare situazioni indesiderate, difficoltà ad attingere alle proprie risorse personali.

“Re-agire con i migranti” ha riunito recentemente a Bergamo i partecipanti – provenienti da varie regioni d’Italia – che stan svolgendo il corso dal tema “Incontrare e accogliere la singolarità delle persone migranti” articolato in un weekend svoltosi on-line a fine maggio, e per il secondo modulo del percorso formativo indirizzato agli operatori impegnati nell’accoglienza e nei processi di integrazione, presso la Comunità missionaria del Paradiso di Bergamo nel fine settimana da venerdì 28 a domenica 30 giugno.

La finalità formativa consiste nell’introdurre gli operatori ad apprendere come facilitare nelle persone intimamente ferite la capacità di accedere alle proprie risorse; acquisire una postura interiore e di comportamento di fronte a persone segnate da vissuti estremi; apprendere a incontrare l’altro in quanto persona portatrice di progettualità e valore; migliorare le proprie capacità di ascolto e di comunicazione non giudicante e non interpretante.

Come obiettivo generale per l’attuale percorso di formazione e aggiornamento a carattere interregionale e interdisciplinare, i formatori nazionali – Germano Garatto, responsabile e coordinatore, Vinod Francesco Monopoli, Valeria Schiavone, Maria Grazia Soldati – pongono l’accento sull’approfondimento del fenomeno migratorio nella sua dimensione psicosociale, per accrescere nei partecipanti una capacità di osservazione e ascolto privi di giudizio, indispensabili a incontrare il migrante nel pieno riconoscimento della sua singolarità, e fornire all’operatore gli strumenti per rafforzare nell’utente-beneficiario l’abilità di auto-osservazione di ciò che, interiormente, rallenta o blocca il suo processo di adattamento al nuovo contesto o di ricostruzione della propria identità. 

Osservando una realtà quotidiana che presenta povertà antiche e nuove, tra le emergenze che oggi interpellano sicuramente ogni nostra comunità, che sia in ogni regione più o meno esposta direttamente al fenomeno migratorio, si è chiamati a dare risposte e offrire soluzioni che in particolare rappresentino la qualità stessa della cittadinanza e la dignità del dono della vita.

La scelta operata da “Re-agire con i migranti” è innanzi tutto “fare rete”, ovvero in pratica un “agire sociale”, responsabile e collettivo, per “reagire” di fronte all’ingiustizia come davanti a un’emergenza, a una seria difficoltà, e agire insieme, accompagnando la persona, attraverso un servizio completamente gratuito per chi volesse usufruirne. Si riconosce l’importanza del coinvolgimento personale del soggetto, verso la realizzazione di sé a partire dalla propria dimensione umana. Il metodo e il percorso di accompagnamento possono essere anche particolarmente efficaci per aiutare coloro che hanno subito un trauma noto, una grave perdita, qualsiasi altro evento grave e scioccante, come incidenti, lesioni, ferite dell’infanzia, atti violenti, con un approccio che può essere graduale o diretto a seconda dell’interesse della persona.

Se è vero che non si può “dirigere il vento”, Seneca sosteneva che però dipende da noi “orientare le vele” (Lettere morali a Lucilio, Libro 15°,95): “Re-agire” stimola e aiuta a farlo, comprendendo come sia fondamentale orientare la vita a partire dalla propria condizione, in particolare dopo eventi traumatici, situazioni difficili, e proprio per questo aiutati da operatori e facilitatori e da quanti sono impegnati a sostenere l’iniziativa. Anche i corsi proposti a Bergamo, cui seguiranno altri percorsi formativi finalizzati e specifici per il ruolo di “facilitatore”, rappresentano un contributo per far “orientare le vele” nella società del nostro tempo e offrire una opportunità alla persona, proponendo un servizio importante che si sta estendendo in Italia per essere sempre più presenti e efficaci dove vi sono le necessità, attivando tutte le risorse disponibili.

Per evidenziare la bellezza e l’importanza dell’attività di “Re-agire”, sempre ricordando Seneca e le sue riflessioni per sensibilizzare (definendo con saggezza) “nell’arte del vivere”, viene in mente l’esempio che  nel Libro 15°,84 il filosofo propone osservando le api, da imitare quando vagano qua e là e delibano i fiori adatti alla produzione del miele, poi dispongono in bell’ordine tutto quanto”, ovvero: in pratica, dopo aver offerto il sostegno essenziale, saper cogliere quanto vi è di buono in ogni persona e poterlo valorizzare, aiutando chiunque perché possa mettere “a frutto” la vita, riprendendo in mano il proprio tempo, la propria esistenza.

Paolo Autelitano