Giovanni XXIII, una biografia interiore. Aldo Basso: “Fonti e testi per entrare nell’anima del Pontefice”

Non è un nuovo libro di Papa Giovanni da aggiungere a tanti altri pubblicati nel corso dei decenni. Ma è un libro che indaga i tratti più caratteristici della sua personalità e del suo animo, come fossero usciti dal pennello di un pittore.

È la metodologia del volume, fresco di stampa, «Ritratto di Angelo Giuseppe Roncalli. Una biografia interiore» (edizioni Velar, pp. 468), patrocinato dalla Fondazione Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Ne è autore don Aldo Basso, sacerdote di Mantova, già direttore dell’Ufficio educazione e scuola di quella diocesi e attualmente consulente psicologico nel Consultore prematrimoniale mantovano. Il volume — edito in occasione del 60° di inizio del Concilio Vaticano II — è suddiviso in 18 capitoli, spazianti sull’intera vita di Roncalli, partendo dall’ambiente familiare e sociale di Sotto il Monte, paese in cui nacque, per toccare tutte le tappe della sua vita fino alla scomparsa.

La ricerca di don Basso riconferma un dato ormai assodato, ma che qualcuno mette sempre in dubbio. «Questo volume — scrive nella presentazione don Ezio Bolis, direttore della Fondazione — smentisce e o precisa alcuni stereotipi superficiali, per esempio la bontà di Roncalli, interpretata talvolta come ingenuità, o la sua semplicità, spesso intesa come mancanza di una vera cultura.

Il lavoro di don Basso fa invece emergere l’alta preparazione del papa bergamasco, testimoniata da innumerevoli letture e dalla finezza della sua ricerca storica. Questo libro — aggiunge don Bolis — è un invito a considerare Papa Giovanni nella concretezza del suo volto, dove la persona esprime se stessa, abbandonando astratte definizioni o comode etichette».

Il futuro Pontefice inizia le sua annotazioni personali nel 1895, quando ha soltanto 14 anni, per continuarle tutta la vita.

Poi la vera mole di corrispondenza epistolare, le sue ricerche storiche e gli articoli pubblicati sul periodico «La vita diocesana», avviato da monsignor Giacomo Maria Radini Tedeschi, vescovo di Bergamo dal 1905 al 1914, scomparso prematuramente, di cui don Angelo Roncalli fu fedele e prudente segretario.

Fra gli scritti emerge il suo capolavoro spirituale «Il Giornale dell’anima», definita da don Basso «straordinaria testimonianza di un puntuale e rigoroso esaminarsi in un colloquio costante con Dio».

La metodologia usata dall’autore è infatti basata su queste fonti e scritti per entrare nell’anima del Pontefice bergamasco. Fra i tanti aspetti analizzati di Roncalli, emerge, fra gli altri, la sua incredibile capacità di lavoro, l’attenzione delicata alle persone, la forte volontà di portare a termine gli impegni del suo ministero, l’amore della scrittura.

Un capitolo tocca anche l’impegno pastorale, che si può definire pionieristico, di Roncalli verso l’associazionismo femminile già da giovane sacerdote, in epoche ben lontane dalla valorizzazione della donna anche in ambito ecclesiastico.

C’è poi spazio anche per la nota caratteristica dell’umorismo di Roncalli, con battute argute ma mai tranchant.

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