Leggende bergamasche. Pacì Paciana e il salto dal ponte di Ambria

Le protezioni di cui godeva Pacì Paciana gli consentivano sempre di sfuggire alle ricerche della forza pubblica anzi, tra le guide e i gendarmi mandati alla sua caccia si iniziarono a contare morti e feriti. 

La sua fama di personaggio imprendibile si fece allora rapidamente strada tra la gente della valle, decisamente ostile al governo francese e alle sue forze dell’ordine e raggiunse il culmine quando riuscì a salvarsi in extremis, gettandosi dal ponte di Ambria mentre stava per essere catturato dopo un’ennesima azione criminosa.

La leggenda relativa al famoso salto dal ponte, momento centrale della vita di Vincenzo Pacchiana, può essere riassunta come segue.

Un giorno Pacì Paciana passò dalle parti di Sedrina

Un giorno Pacì Paciana passò dalle parti di Sedrina Alta e notò una povera donna sull’uscio della sua casa che teneva in braccio un bambino piccolo e piangeva. 

Il bandito le chiese che cosa avesse da piangere e lei raccontò la sua triste storia: il marito era morto sul lavoro, lasciandola senza un soldo e con una schiera di bambini in tenera età che non sapeva come sfamare.

Lui, commosso da queste parole, estrasse di tasca un marengo d’oro e lo diede alla povera vedova. Intanto altre persone, pure in misere condizioni, avevano assistito alla scena e si avvicinarono per chiedere la carità; tutte ottennero qualcosa e se ne andarono soddisfatte.

Ma qualche giorno dopo il parroco di Sedrina, durante l’omelia, redarguì severamente quei parrocchiani per aver osato accettare del denaro da un siffatto bandito, che se l’era procurato con la rapina.

“I soldi spettano di diritto alla povera gente”

Avvertito del fatto, Pacì Paciana si presentò dal parroco e gli spiegò che i soldi spettavano di diritto alla povera gente, che viveva in miseria a causa dei continui soprusi dei ricchi. Ma, visto che il sacerdote non voleva saperne di simili discorsi, persa la pazienza, estrasse la pistola e lo costrinse ad aprire il cassetto della scrivania che conteneva una scatola piena di marenghi d’oro. 

Il bandito fece il gesto di prenderli, ma il parroco si oppose, dicendo che quei soldi erano frutto delle offerte dei fedeli per il restauro della chiesa. Il bandito allora rispose che la chiesa poteva anche aspettare, mentre la fame della povera gente era troppo impellente. E intascati i soldi se ne andò.

Inseguito da tutte le guardie di Sedrina

Il prete si affacciò alla finestra e si mise a urlare a squarciagola che il Pacì Paciana gli aveva rubato tutte le elemosine. Accorsero le guardie di Sedrina che videro il bandito scendere verso il ponte e si diedero ad inseguirlo. Nel frattempo dall’altra parte stavano salendo altri gendarmi, provenienti da Brembilla.

Pacì Paciana, ormai in mezzo al ponte, si trovò tra due fuochi: da una parte e dall’altra c’erano guardie con i fucili spianati.

Per lui sembrava la fine. Il comandante gli gridò con sarcasmo: “Finalmente ci cascano anche le volpi vecchie!”. 

Ma il bandito, di rimando: Ma mia de chèsto pil! (Ma non di questo pelo!). E spiccò un salto oltre il parapetto del ponte, finendo nelle acque del Brembo e mettendosi in salvo tra la sorpresa delle guardie.

Disegno di Davide Pellegrini

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