Madre Ignazia Sacchi di Stezzano proclamata venerabile. Il Papa ne riconosce le virtù

Un’altra incisiva figura dell’effervescente cattolicesimo bergamasco dell’Ottocento ottiene il riconoscimento dell’eroicità delle virtù e il titolo di Venerabile. È un passo fondamentale nel processo di beatificazione in corso a Roma.

È madre Ignazia Isacchi, fondatrice della Congregazione delle suore Orsoline del Sacro Cuore di Asola (Mantova). Infatti, la sabato 17 dicembre, nel corso di una udienza al cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, fra le altre decisioni, Papa Francesco ha riconosciuto che madre Isacchi ha esercitato in modo eroico le virtù cardinali (prudenza, giustizia, temperanza) e teologali (fede, speranza, carità).

«La nostra gioia è immensa per la decisione di Papa Francesco — racconta madre Maria Silvana Merlotti, superiora generale della congregazione — e ci sprona nei nostri impegni di religiose».

Battezzata con i nomi di Angela Caterina, madre Isacchi nasce l’8 maggio 1857 a Stezzano. Frequentando da giovane la parrocchia di Vercurago, dove è parroco lo zio, si avvicina al carisma della nuova Congregazione delle suore Orsoline di Somasca, decidendo di farsi religiosa, assumendo i nomi di Maria Ignazia. Conseguito il diploma di maestra, diviene insegnante e poi direttrice del Collegio Cittadini di Ponte San Pietro. Nel 1889 diviene vicaria della Congregazione. Poi avviene la svolta.

Nel 1892, tramite il vescovo di Cremona Geremia Bonomelli, la contessa Bianca Liberati Stanga chiede al vescovo di Bergamo Gaetano Camillo Guindani l’invio di alcune suore per aprire una scuola di studio e di lavoro nel suo paese di Gazzuolo (Mantova). La superiora generale di Somasca acconsente, ponendo la condizione che le suore inviate escano dall’istituto.

Il vescovo Bonomelli acconsente e approva la nuova Congregazione delle Orsoline del Sacro Cuore di Gazzuolo, con il fine del soccorso di orfani e gioventù povera con l’istruzione scolastica, morale, professionale e dell’assistenza di malati e infermi. Suor Isacchi viene eletta madre generale. In paese sono accolte con grande calore della popolazione e nel frattempo l’istituto si allarga con nuove entrate e nuove fondazioni.

Successivamente, il 14 dicembre 1903, a causa di incomprensioni, la contessa, di carattere suscettibile, sfratta le suore dalla propria casa, che si ritrovano senza tetto in pieno inverno. Vengono però soccorse generosamente dalla popolazione e viene trovata una nuova casa.

Nel 1900 alle suore viene affidata la gestione di un asilo infantile a Seriate e nel 1909 incaricate anche della cura di una cucina economica per i poveri e della presenza nell’ospedale Bolognini, dove sono rimaste fino al novembre scorso, quando l’ultima suora si è ritirata per l’età. Nel 1917 la casa madre viene trasferita ad Asola. Dopo una vita molto intensa, madre Isacchi si spegne a Seriate il 19 agosto 1934 e sepolta nel cimitero locale. Il suo corpo verrà poi trasportato nella cappella della casa madre di Asola il 12 ottobre 1985.

Attualmente le 120 religiose sono presenti in Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia in asili e pastorale parrocchiale. In Bergamasca sono a Solza nella scuola materna e a Verdellino nella pastorale parrocchiale e scuola materna. Sono anche in Burundi, impegnate in parrocchie, dispensari e scuole. 

I processi di beatificazione

Il 3 maggio 1986 il vescovo di Bergamo Giulio Oggioni apre il processo diocesano per la beatificazione di madre Isacchi e di madre Margherita Lussana, considerate le cofondatrici della congregazione, che viene chiuso dal successore Roberto Amadei il 3 maggio 1996 nella chiesa parrocchiale di Seriate. I documenti sono stati poi trasmessi a Roma. 

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