Pregare insieme, oltre le divisioni: al via la Settimana per l’unità dei cristiani

Un versetto del Libro di Isaia (1,17: «Imparate a fare il bene, cercate la giustizia») costituirà il motivo conduttore della prossima Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, dal 18 al 25 gennaio (nella diocesi di Bergamo, tuttavia, il programma di incontri e conferenze inizierà già lunedì 16 e si prolungherà fino a sabato 28: il calendario completo può essere scaricato qui).

Storicamente, l’idea che i cristiani di diverse confessioni dovessero dedicare particolari momenti alla preghiera per il superamento delle divisioni reciproche fu sostenuta dai vescovi anglicani nella prima assemblea di Lambeth (1867).

Nel 1908 a Graymoor (New York) il reverendo Paul Wattson – che dalla Chiesa episcopaliana stava per entrare in quella cattolica – celebrò per la prima volta un «ottavario» di preghiera per l’unità, dal 18 gennaio (festa della Cattedra di San Pietro) al 25 (Conversione di San Paolo), con l’auspicio che tale pratica si diffondesse.

«Alla metà degli anni Trenta, in Francia, l’abate Paul Couturier rilanciò l’iniziativa, che si radicò e diffuse in ambito cattolico con il pontificato di Giovanni XXIII e il Concilio Vaticano II», racconta monsignor Patrizio Rota Scalabrini, docente di Sacra Scrittura nel Seminario di Bergamo e responsabile dell’ufficio diocesano per l’ecumenismo. «In questo periodo dell’anno – prosegue -, il calendario liturgico della maggior parte delle Chiese non prevede celebrazioni di carattere straordinario, se si eccettuano quegli ortodossi – russi e serbi – e quei cristiani “precalcedonesi” per cui il 19 gennaio cadrà l’Epifania».  

Come è stato deciso il motto di quest’anno, «Imparate a fare il bene, cercate la giustizia»?

«È stato scelto dal Consiglio delle Chiese del Minnesota, un’organizzazione ecumenica che ha appunto la propria sede a Minneapolis. In quella città, il 25 maggio del 2020, fu ucciso da un poliziotto l’afroamericano George Perry Floyd: un evento tragico che fu seguito da forti tensioni e manifestazioni di protesta in tutti gli Stati Uniti. Nel Minnesota è molto sentito il tema delle ingiustizie sociali, anche nei confronti dei nativi americani. Adottando il versetto di Isaia come motto per la Settimana di preghiera del 2023, è come se si fosse voluto rimarcare che le divisioni confessionali non sono l’unico problema per la Chiese: i cristiani sono chiamati a non erigere né a sostenere barriere – su base etnica, culturale ed economica – che dividano dall’interno la società civile. In realtà, il dialogo ecumenico è spesso proceduto non solo tramite dibattiti teologici, ma anche e soprattutto “dal basso”, per opera di gruppi di credenti che insieme hanno cercato di portare una testimonianza e di trovare soluzioni a problemi comuni».

Però, anche recentemente si sono evidenziati contrasti profondi tra gli stessi cristiani: basti pensare a quanto sta avvenendo – come conseguenza dell’invasione russa dell’Ucraina – tra diverse Chiese ortodosse. 

«Un fenomeno analogo si sta verificando non solo nel mondo cristiano, ma pure nel mondo islamico. Nei giorni scorsi, mi è capitato di parlare con un vescovo del Medioriente: lui sottolineava, giustamente, come queste lacerazioni e queste strumentalizzazioni della dimensione religiosa in chiave politica rischino di compromettere l’idea stessa della fede in Dio, agli occhi delle nuove generazioni. Il pericolo è che si arrivi a pensare così: “Se la religione tende ad alimentare conflitti e ingiustizie, è molto meglio farne a meno”. Corriamo il pericolo che il volto di Dio divenga irriconoscibile, che il cielo finisca col chiudersi sopra le teste di tanti giovani».

Per quanto riguarda Bergamo, quali eventi vorrebbe ricordare, del programma della prossima Settimana di preghiera?

«La sera di mercoledì 25 gennaio in città, presso la chiesa delle Grazie, si terrà un incontro ecumenico di preghiera con la partecipazione del vescovo Francesco Beschi, del pastore Italo Pons e di padre Georghe Velescu, parroco della comunità romena ortodossa di Bergamo. In quell’occasione, verrà firmato lo statuto d’intesa con cui nascerà ufficialmente un Consiglio delle Chiese cristiane di Bergamo: vi aderiranno, in questa fase costituente, la Chiesa cattolica, quella valdese, quella romena ortodossa, quella copta e quella russo-ortodossa. Di consigli di questo tipo già ne esistono una ventina, in Italia: l’obiettivo è di favorire forme di collaborazione fraterna tra i fedeli di diverse confessioni, ma anche di portare un contributo di idee alla vita pubblica, in dialogo con le istituzioni civili. La nostra speranza è che con il tempo alle prime cinque Chiese firmatarie dell’accordo se ne possano aggiungere delle altre. Ricorderei però ancora due appuntamenti, nell’ambito della Settimana di preghiera: martedì 17 gennaio alle 20.45, a Sant’Anna, si terrà un incontro di approfondimento del dialogo ebraico-cristiano a cui prenderanno parte dei rappresentanti della Chavuràh (comunità di preghiera) Har Sinai; il 26 gennaio alla stessa ora, nella Casa del Pellegrino di Sotto il Monte, don Ezio Bolis, direttore della Fondazione Papa Giovanni XXIII, terrà una relazione sul tema Papa Giovanni e l’ecumenismo nel Concilio Vaticano II».

  1. Ho letto con interesse,sono andato dalle paoline ad Avellino ma non hanno il libretto per le riflessioni per l’ottavario di preghiera 2023,se gentilmente potete inviarlo tramite posta elettronica

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