Bergamo, il concerto «I colori dell’aria» per aiutare il convento ai Celestini

Un concerto per salvare un tesoro quasi dimenticato nella città di Bergamo. Per il terzo appuntamento consecutivo, dopo i successi a Tavernola Bergamasca e a Santa Croce di San Pellegrino Terme, arriva, per la prima volta, nel contesto urbano della città di Bergamo, e precisamente nell’antica e appartata Chiesa di S. Nicolò ai Celestini, domenica 22 gennaio, il progetto concertistico «I colori dell’aria», ideato dal poeta e promotore culturale Alessandro Bottelli.

La scelta è scaturita, racconta Bottelli, «dalla lettura di un articolo apparso lo scorso 25 ottobre sulle pagine del bollettino parrocchiale di Santa Caterina». In questo quartiere, dove si trova la chiesa, c’è anche il convento nel quale vive la comunità delle Suore Sacramentine.

«Siamo contente di poter ospitare questo concerto perché dà un senso di apertura», afferma entusiasta una suora sacramentina. «Inizialmente, il signor Bottelli ci aveva proposto di ospitare il concerto in memoria di Giuseppe Anghileri, una figura molto importante in Borgo Santa Caterina ma poi, durante la chiacchierata, sono emerse le criticità di questo luogo», prosegue la suora.

Sebbene la chiesa e il complesso monastico San Nicolò ai Celestini siano luoghi incantevoli che racchiudono bellezza e memoria per la presenza di affreschi che risalgono dal 1300 fino al tardo manierismo, oggigiorno si trovano in una situazione di grave instabilità e ammaloramento che interessa la copertura di un’ala del chiostro interno del convento, in precarie condizioni e a forte rischio crollo.

La chiesa di San Nicolò ai Celestini in Borgo Santa Caterina a Bergamo

Il concerto è diventata quindi la proposta perfetta perché, precisa Bottelli, «non sarà solo fine a sé stesso ma avrà un intento sociale, si farà carico di sensibilizzare le persone, sperando che, messo sotto i riflettori, anche a livello nazionale, si smuova qualche soggetto istituzionale o privato per intervenire a sostegno della ristrutturazione».

Questo terzo appuntamento è organizzato in collaborazione con le Suore Sacramentine e la parrocchia di Santa Caterina, è sostenuto dalla Fondazione Credito Bergamasco, dalle ditte Montello, GAMA, Ambrosini, Fra.Mar e da Eliorobica come sponsor tecnico e si avvale della media partner di Corriere della Sera, Avvenire, Famiglia Cristiana, Luoghi dell’Infinito e del settimanale online della diocesi di Bergamo Santalessandro.org.

Protagonisti di questo doppio concerto, alle 16 e alle 19, saranno i giovani e attivissimi componenti del Vagues Saxophone Quartet (Andrea Mocci soprano, Francesco Ronzio alto, Mattia Quirico tenore, Salvatore Castellano baritono), una formazione già coronata da numerosi riconoscimenti: premio speciale del Concorso Internazionale “Luigi Nono” nel 2016; primo premio assoluto al Concorso Internazionale per concertisti “Cosima Wagner” di Bellagio e al Concorso Internazionale per solisti e gruppi cameristici “C. M. Giulini” di Bolzano nel 2022; le presenze a rassegne e festival di rilievo quali Milano Musica, Società del Quartetto di Milano; la pubblicazione del primo disco per l’etichetta Da Vinci.

Nella foto il Vagues Saxophone Quartet composto da: Andrea Mocci soprano, Francesco Ronzio alto, Mattia Quirico tenore,
Salvatore Castellano baritono

Un’altra caratteristica di questo ensemble è la vivace e fattiva partecipazione alla creazione di nuove partiture, grazie allo stretto contatto con i compositori. Oltre a eseguire brani classici di repertorio firmati da Johann Sebastian Bach, Astor Piazzolla, Domenico Scarlatti (rielaborato da Salvatore Sciarrino) e da Michael Nyman, verranno eseguiti per la prima volta tre recentissimi brani strumentali creati appositamente per l’occasione da compositori professionisti e ispirati a tre affreschi conservati nella Chiesa dei Celestini. Il primo brano è ET, ET, ET… REBUS di Luca Tessadrelli, compositore e direttore d’orchestra bresciano, diplomato sotto la guida di Azio Corghi al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e insegnante di composizione al Conservatorio “A. Boito” di Parma e, spiega Bottelli, «è ispirato al piccolo frammento di testa che rappresenta Santo Stefano; sono visibili i sassi poggiati al capo del martire, la cotta sacerdotale e la palma del martirio».

Il secondo brano sarà Planctus Angelorum di Gabriele Rota, pianista e compositore bergamasco, attivo come interprete del repertorio cameristico sia classico sia contemporaneo, diplomato con Tiziana Moneta e Vittorio Fellegara e attualmente docente al Conservatorio “G. Verdi” di Milano; «il brano – precisa Bottelli – si ispira all’affresco che si trova nella volta del transetto in cui si vedono quattro angeli che tengono in mano i simboli della passione di Cristo: la lancia, la corona di spine, la scala e il telo della Veronica con il volto di Cristo».

Il terzo brano inedito sarà I Frammenti, il Verbo e il Bianco di Federico Calcagno, classe 1995, giovane e brillante polistrumentista e compositore milanese, diplomato in clarinetto classico e jazz al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e vincitore di numerosi premi tra cui il “Premio Internazionale Giorgio Gaslini 2020”; «questa composizione musicale s’ispira all’affresco che rappresenta una Madonna del Latte che è seduta su un trono di cui è visibile solo la parte destra; sarà interessante, in questo caso, ascoltare come l’autore abbia immaginato attraverso i suoni anche la parte mancante del dipinto», conclude Bottelli.

Ingresso libero con offerta obbligatoria. Per info e prenotazioni: 388 58 63 106.

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