Da Einstein a Santa Caterina da Siena: riparte il viaggio delle Città Invisibili

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Einstein, Santa Caterina da Siena, Dino Buzzati e Vincent Van Gogh: il percorso delle «Città Invisibili» sceglie quest’anno quattro compagni di viaggio eccellenti. Presentato oggi alla Fondazione Bernareggi, va in scena al Centro Congressi a partire dal 20 novembre. Quattro dialoghi, quattro testi poco conosciuti, grandi protagonisti del mondo del teatro e della cultura, da Lucilla Giagnoni e Marco Bersanelli ad Alessio Boni, Michela Murgia, Arianna Scommegna, Serena Sinigaglia, Gabriele Vacis, Roberto Tarasco e Fulvio Ferrario.
«Con le Città Invisibili – ha spiegato don Giuliano Zanchi, segretario generale della Fondazione Bernareggi -, attingiamo alla miniera della cultura europea che custodisce tantissimi tesori poco conosciuti. Questi tesori se riletti da chi ha la voce giusta, con tutti i passaggi interpretativi del caso, si rivelano fortemente attuali». Questa rassegna si intende quest’anno come un cammino di avvicinamento al Festival della Cultura 2015, che ha già visto l’anno scorso un’intensa collaborazione con la Fondazione Bernareggi, e quest’anno diventa partner anche di questa rassegna.

Le Città invisibili si armonizzano bene, come ha sottolineato anche don Fabrizio Rigamonti, direttore dell’ufficio cultura della diocesi, con l’obiettivo e il taglio del Festival della cultura 2015, impegnato ad aiutare il pubblico a leggere la contemporaneità, con l’apporto di esperti di tutti i linguaggi dell’arte e della cultura «nella consapevolezza che occorre fare un esercizio di discernimento».  
Il Festival della Cultura 2015 avrà come tema «Fare la pace: abitare il pianeta, alimentare l’uomo», in sintonia con l’Expo, e riunirà numerosi soggetti del territorio nell’intento comune di offrire occasioni di riflessione e confronto. «Anche l’amministrazione comunale – ha sottolineato l’assessore alla cultura di Bergamo Nadia Ghisalberti – si unisce al Festival ispirando la propria azione al desiderio di tenere insieme le attività che avvengono sul territorio, su temi condivisi. La pace è un valore sia religioso sia civile che ci coinvolge tutti».
«Il Festival della Cultura – ha sottolineato il presidente Casto Jannotta – è nato per coinvolgere i giovani e avvicinarli alla cultura. Poi di fronte alla grande crisi di questi anni abbiamo ritenuto che non fosse possibile rimanere alla finestra ma che invece una manifestazione come questa potesse diventare uno strumento importante per il cambiamento e la consapevolezza». Il Festival si svolgerà dal 9 al 24 maggio, ma è già partito un lavoro di preparazione ad ampio raggio, che coinvolge diversi soggetti sul territorio, anche con l’intento di offrire prospettive e chiavi di lettura diverse dell’Expo. «L’obiettivo – ha sottolineato Jannotta – è innescare con il Festival un processo che duri tutto l’anno».

«L’idea di fondo – ha detto Maria Grazia Panigada, direttrice artistica della rassegna – è una provocazione. Questi testi che arrivano da lontano cosa possono dire oggi? Sono testi nati per essere parola detta e che diventava possibilità di scambio tra persone che avevano una storia in comune. Così gli appuntamenti delle Città Invisibili si propongono come occasioni di incontro e di condivisione, spaziano nel tempo, come tappe di un cammino che continua». Il 20 novembre, dicevamo, si comincia con «Albert Einstein, pensieri sulla scienza e la fede dai Diari», con Lucilla Giagnoni e Marco Bersanelli: «Continuiamo a interrogarci sui diari di Einstein grande uomo di scienza e di spiritualità, attraversato dalle domande. Ci è sembrato naturale affidarli da un lato a uno scienziato come Bersanelli, astrofisico, e dall’altro a un’attrice come la Giagnoni impegnata da tempo a connettere nel suo percorso di ricerca diversi campi del sapere e diversi linguaggi». 
Il primo dicembre al centro del secondo appuntamento con le Città Invisibili ci sarà Caterina da Siena: ieri l’attrice Arianna Scommegna ha offerto un intenso assaggio di questo incontro con una lettura dalle lettere della Santa, una figura di donna coraggiosa, indipendente, capace di affrontare a viso aperto papi e imperatori. «Santa Caterina da Siena – ha sottolineato Maria Grazia Panigada – è una grande innovatrice, stravolge la Chiesa del suo tempo. Abbiamo voluto che a occuparsi di lei fossero donne anche lontane dal mondo della Chiesa e perciò libere di offrire un ritratto a tutto tondo di questo personaggio. Saranno la regista Serena Sinigaglia, l’attrice Arianna Scommegna, la scrittrice Michela Murgia, che è anche studiosa di teologia e si è già occupata del percorso della donna nella chiesa. La loro lettura rende ancora più attuali le parole di Santa Caterina». Il teatro, ha aggiunto Arianna Scommegna «oggi ha senso proprio in quanto occasione di incontro e di scambio». L’11 dicembre sarà la volta di «Dino Buzzati, I sette messaggeri», con Gabriele Vacis e Roberto Tarasco. «È un racconto di Buzzati – ha chiarito Maria Grazia Panigada – che illumina le parti più profonde dell’animo umano». E Vacis lo rilegge lavorando su parole, suoni, musiche e su ciò che questo racconto rievoca in diverse suggestioni culturali, cercando di rispondere a una domanda: «L’ansia di spingersi oltre il limite tipica degli occidentali che senso ha?». L’ultimo appuntamento, il 22 dicembre, si concentra su «Vincent Van Gogh, stralci sulla fede e sul cristianesimo dalle Lettere». Di Van Gogh forse non tutti  sanno che fino a 27 anni il suo desiderio più grande era diventare teologo e pastore, e questo segna profondamente sia la sua pittura sia le sue lettere al fratello Theo. Su questo aspetto, sull’intenso rapporto del pittore con la fede, con il cristianesimo, si concentra il lavoro di Alessio Boni e di Fulvio Ferrario, teologo evangelico, in un cammino che unisce arte, vita e ricerca di senso. Già numerose scuole superiori bergamasche si stanno interessando agli incontri. L’ingresso è a pagamento (intero 7 euro, studenti fino a 26 anni 5 euro, carnet libero 20 euro, prevendita disponibile su www.midaticket.it), prenotazioni online, informazioni Fondazione Bernareggi tel. 035248772, info@fondazionebernareggi.it, www.fondazionebernareggi.it. 

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