A proposito del bergamasco che vorrebbe annegare i bambini immigrati

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Ho detto sul Santalessandro di un bergamasco che sarebbe disposto a far morire annegati i bambini immigrati che arrivano in Italia. L’affermazione mi ha letteralmente spaventato. Tu come leggi una così abissale cattiveria del cuore umano? Gilda

Leggendo Santalessandro anch’io sono rimasta dolorosamente colpita dalla medesima affermazione, cara Gilda; tristezza, amarezza, e un po’ di mestizia hanno, allora, coperto, come un velo, il mio cuore. Che dire di fronte a simili posizioni forse un poco lontane dal buon senso umano? In casi simili, il silenzio e la compassione sembrano essere la risposta più consona: “Perdonalo, Padre, perché non sa quello che dice!”.

Necessaria qualche domanda

L’interrogativo che tu poni, tuttavia, ci dà l’occasione per riflettere e tentare di dare una risposta ai tanti perché che emergono rispetto a situazioni simili.
Sono casi patologici estremi? Frutto cattivo della paura del diverso che tanto dilaga ai nostri giorni, grazie anche ai “grandi” della nostra politica? Logica conseguenza dell’abissale cattiveria del cuore umano, lasciato in balia dei propri istinti? “Bullo di turno”? Difficile trovare delle risposte univoche, poiché si intrecciano dinamiche, reazioni ed emozioni.
Volenti o nolenti dobbiamo accettare che il nostro cuore, e per cuore intendiamo tutta l’interiorità di ogni persona, lasciato in balìa dei suoi stati d’animo, può fare anche di peggio, molto peggio: gli eventi drammatici dei nostri giorni, del passato e la nostra esperienza quotidiana lo testimoniano bene. Del resto, chi di noi non ha mai sentito l’attrazione e il fascino delle “opere della carne”: “Fornicazione, impurità, dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere” (Gal 5,19-21).
Il cuore umano è un grande mistero persino a noi stessi, solo Dio lo può conoscere in profondità e guarire realmente, come è scritto nel libro del profeta Geremia: “Niente è più infido del cuore e difficilmente guarisce! Chi lo può conoscere? Io, il Signore, scruto la mente e saggio i cuori, per dare a ciascuno secondo la sua condotta, secondo il frutto delle sue azioni” (Ger 17,9-10).

Non soltanto il male

Per fortuna o per grazia, il male non è l’unico “residente” nella nostra interiorità, poiché siamo, niente meno, che dimora e abitazione di Dio, il quale, dopo averci creato a sua immagine e somiglianza, esultò di gioia vedendo che l’opera delle sue mani era cosa molto buona.
Non è facile, però, assecondare in noi l’azione di Dio: il male; infatti, che è sempre in agguato, ci seduce e ci inganna. Senza l’aiuto dello Spirito santo è pressoché impossibile. È lo Spirito, infatti, a purificare e convertire il nostro cuore, conformandolo lentamente al cuore di Cristo, sorgente dell’Amore e ad insegnarci ad amare come Lui ha amato.
Persino san Paolo, il grande apostolo, sperimentava nelle sue membra tutta la fatica di camminare nel bene. Scrive nella lettera ai Romani: “In me c’è il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me. Dunque io trovo in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male è accanto a me. Me infelice! Chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore! (Rm 7,18-21.24-25).
È questo l’antidoto! Se accettiamo di camminare con il Signore Gesù e di vivere in comunione con Lui, docili all’azione dello Spirito, gusteremo la gioia della libertà interiore; il male, pur continuando ad essere presente nel nostro cuore, non ci impedirà di crescere nel bene e di perseverarvi sino alla fine.

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1 commento

  1. silvana messori on

    “basterebbe guardare lo sguardo atterrito di Josephine(altro articolo da leggersi) per percepire quella sensazione di nullità di cui tutti dovremmo esserne consapevoli: siamo niente ma siamo tutto nello stesso tempo, e che il bene esiste in quanto esiste il male! discernere tra bene e male fa di noi esseri umani che si accorgono che il male può essere sconfitto prima di tutto in noi!

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