Prediche

S. Teresa del Bambino Gesù è stata proclamata Dottore della Chiesa, per cui può essere conside-rata un’affidabile maestra nella fede. Questo ha fatto crescere in me la considerazione per una sorprendente pagina della Santa di Lisieux su come dovrebbero essere le prediche sulla Madonna. È una pagina utile per noi predicatori, ma anche per molti nostri ascoltatori. A volte sia gli uni che gli altri interpretiamo male il detto di S. Bernardo «de Maria numquam satis», «di Maria non si dice mai abbastanza».

«Quanto avrei desiderato essere sacerdote, dice la nostra santa, per predicare sulla Madonna! Mi sarebbe bastata una sola volta per dire tutto ciò che penso a questo proposito… Non bisognerebbe dire cose inverosimili… La presentano inavvicinabile, bisognerebbe mostrarla imitabile, far risaltare le sue virtù, dire che viveva di fede come noi, darne le prove con il Vangelo dove leggiamo: «Non capirono ciò che diceva loro». E quest’altra non meno misteriosa: «I suoi genitori erano meravigliati di ciò che si diceva di lui»… Sappiamo bene che la Madonna è la Regina del cielo e della terra… È bene parlare delle sue prerogative, ma non bisogna dire soltanto questo, e se, in una predica, si è obbligati dall’inizio alla fine a esclamare Ah! Ah! se ne ha abbastanza!» (S. Teresa del B. Gesù, “Ultimi colloqui” in “Opere complete”, pag. 1080).

Dopo aver letto il Vangelo dell’Annunciazione e della Visitazione, fondamentali per la conoscenza del mistero di Maria, non dimenticheremo più, di sicuro, che lei è piena di grazia (o meglio, riempita di grazia fin dal principio), che è la Madre del Figlio dell’Altissimo, la sposa dello Spirito santo, benedetta fra le donne. Le saremo sempre riconoscenti perché tutto è dipeso da quel “fiat” che il Signore le ha chiesto per dare inizio all’opera sua. Ma sarà consolante il pensare che quel “fiat” decisivo per le sorti del mondo non è venuto così, immediatamente, prontamente, come dicono tanti predicatori del genere che non piaceva a S.Teresa. No, è stata una riposta preceduta da turbamenti e da ripetute domande per capire di più. E c’è da aggiungere che i turbamenti e le difficoltà non sparirono del tutto con il suo “fiat”. S.Teresa, citando il Vangelo di Luca suggerisce ai predicatori di dire che (Maria) «viveva di fede come noi». Il “fiat” di Maria è grande e generoso e meritorio proprio per questo.

Dopo queste sottolineature di S. Teresa a ciò che il Vangelo dice di Maria, diventa incoraggiante sapere come si comportava la Madonna nelle sue difficoltà di fede. «Maria custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore».

Solo se, aiutati dal Vangelo (basta quello davvero!), la vediamo così, la Madonna può essere per noi, nel nostro cammino di fede, madre, sorella, modello e compagna di viaggio, come ce la presenta Giovanni Paolo II nel suo magistero mariano.

La nostra fede ne guadagnerà anche nei riguardi del nostro collocarci nella storia. È importante sottolineare anche questo aspetto. Per qualcuno che butta tutto in politica, la devozione alla Madonna è quanto di più alienante si possa immaginare. Invece, proprio grazie al fatto che Dio ha scelto questa “serva da nulla” per avviare il suo piano di salvezza del mondo, sarà evidente che il Signore ha l’ironica potenza di buttare all’aria i progetti più subdoli degli arroganti di ogni specie, di buttar giù dai loro piedistalli anche i padreterni più inamovibili e di irridere sia gli uni che gli altri portando in palmo di mano i poveri. Non è chi non veda che con questa fede il credente potrà camminare nella storia, anche nei periodi più bui, senza la minima ombra di soggezione nei confronti di qualsiasi potere.

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