Qui Malawi: gli studenti protestano per aiutare gli insegnanti, senza stipendio da un anno. Un aiuto dal Gruppo Amici di Gorlago

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In Malawi siamo nel pieno dell’inverno, e il mese scorso è stato turbolento. Ce lo racconta il missionario bergamasco padre Piergiorgio Gamba nel suo Tam Tam della missione, dando conto anche di un bel progetto di solidarietà portato avanti con la comunità di Gorlago.

Non era mai successo che fossero gli studenti a scioperare a sostegno degli insegnanti. Eppure in questo inizio del mese di Giugno, sulla M1 la strada principale che raccorda nord e sud del Malawi, i ragazzi delle scuole elementari di stato, hanno bloccato il traffico. Alle macchine che volevano passare chiedevano mille Kwacha, poco più di un euro da dare alle maestre perché tornassero a insegnare nelle loro poverissime aule. Da due settimane in questo terzo trimestre che si concluderà a fine luglio con gli esami, le scuole sono chiuse. I sindacati scolastici dopo un anno di mancato pagamento di parte dei salari non accennano a trattare.
E come gli studenti è difficile non essere dalla parte degli insegnanti sistematicamente imbrogliati da un governo sempre più assente e capace di far intervenire la polizia ad arrestare e portare in prigione ragazzi di scuola elementare contro i quali hanno usato anche i lacrimogeni. Il ministro delle finanze Goodal Gondwe, ieri ha assicurato i parlamentari che è tutto in ordine e che i pagamenti sono stati inviati ai distretti… solo per chiedere scusa oggi per averli imbrogliati perché la «procedura dei pagamenti è un’operazione burocratica molto lenta».

UN SEGNALE PERICOLOSO
Il Public Affairs Committee che raggruppa le chiese cristiane e i musulmani e’ probabilmente la migliore espressione nata dal ritorno della democrazia in Malawi nel lontano 1992. Per tutti questi anni ha rappresentato la voce dei poveri in un paese che tra i tanti problemi che incontra sulla sua strada, soffre la guida politica del paese, il partito politico che di volta in volta ha formato un governo sempre piu’ corrotto e incapace di ascolto.
Mentre a parole il presidente Arthur Peter Mutharika, parla di dialogo, nella realta’ ha messo in piedi una vera campagna di discredito della conferenza che il PAC ha condotto negli scorsi giorni con il tema “ The state of Goverance and Public Trust: Reclaiming our Destiny”. Venti raccomandazioni sono emerse da questo sesto all-inclusive stakeholders meeting e vengono oravalutate prima di essere presentate ufficialmente al governo. Un governo che si sente assediato finisce per essere incapace di distinguere anche la voce di chi cerca il bene della nazione. In particolare il governo usa la radio e televisione di stato solo a proprio vantaggio come fossero mezzi privati di comunicazione del partito di governo. Ha accusato la conferenza del PAC di essere ormai un partito di opposizione, di organizzare manifestazioni violente contro il governo,
Ha impressionato molto il paese la risposta dell’arcivescovo di Blantyre, Thomas Luke Msusa, quando il ministro dell’Informazione ha usato il suo nome affermando che la Chiesa Cattolica approva e sostiene il governo. “Non sono un profeta – ha detto l’arcivescovo – ma un giorno la gente del Malawi non avra’ piu’ paura dei fucili della polizia” se il partito di governo continua la sistematica distruzione dell’economia mostrandosi incapace di guida.
“Change of Regime “ – e’ ormai lo slogan che viene sempre piu’ ripetuto e giunge fino a chiedere le dimissioni del presidente. Una domanda che il PAC cerca invano di attenuare perche’ porterebbe a uno scontro pericoloso. Mentre in Sud Africa questa presa di posizione contro il presidente Jacob Zuma ha anche l’appoggio delle chiese, nel ‘pacifico’ Malawi si stanno cercando altre strade piu’ vicine al dialogo anche se viene chiesta la riapertura dell’universita’ nelle prossime due settimane, indipendenza del bureau che deve confrontare la corruzione e di tanti organi di stato che vengono usati per perseguitare l’opposizione,
Il PAC a giorni publichera’ i risultati dell’incontro con toni volutamente smorzati. Il paese rimane poverissimo, i 17 milioni di abitanti soffrono anni du stagnazione economica e grande recessione. Le prossime elezioni politiche si terranno nel 2019, ma gia’ da ora il presidente che ha compiuto i 75 anni si e’ ripresentato come unico candidato dell’attuale partito di governo.
Sempre piu’ la descrizione che viene fatta del Malawwi e’ di un paese che vive nell’angoscia come di una persona che si sente intrappolata nella sua stessa casa.
Anche la pazienza ha un limite e’ il messaggio del PAC che l’arcivescovo ha riassunto nel richiamo che sembra più a un grido che dice di limiti già oltrepassati e necessita’ assoluta di ascolto dell’angoscia della gente del Malawi. Far finta di non sentire la voce degli ultimi non farà che aumentare il senso di frustrazione che vive oggi il Malawi.

SANT’ EGIDIO NUTRITIONAL CENTER

E’ stato inaugurato in Malawi il nuovo Centro Nutrizionale di Balaka, uno dei distretti più poveri del paese e tra quelli maggiormente colpiti dalla siccità e dall’emergenza alimentare. La Comunità di Sant’Egidio è presente da anni a Balaka con il centro DREAM per la cura dell’AIDS e con il programma BRAVO, registrando all’anagrafe più di 10 mila bambini del distretto.

Il Centro Nutrizionale è stato realizzato grazie all’aiuto dei Padri Monfortani che hanno messo a disposizione dei locali e con il sostegno di una ONLUS di Bergamo attiva in Malawi, il Gruppo Amici di Gorlago, che ha promosso anche la realizzazione di una chiesa dedicata a San Francesco e di una scuola. Il Centro garantisce quotidianamente un pasto completo ai bambini della zona, anche a quelli che vivono per la strada, e li sostiene con un percorso didattico, in modo da favorire l’istruzione scolastica.
Nel mese di agosto un gruppo dei Giovani per la Pace dall’Italia raggiungerà Balaka per aiutare i bambini e trascorrere con loro “un’estate di solidarietà”.
La presenza della grande famiglia di Sant’Egidio, la comunita’ molto presente a Transtevere, in Malawi sta radicandosi in una varietà di presenze che va da una parrocchia interamente guidata da sacerdoti del malawaiani della stessa comunità impegnata ad accompagnare i giovani a vivere la fede, fino al campo della medicina dove dopo la grande battaglia a sconfiggere l’AIDS si fa presente in tantissimi campi della salute, e assieme a migliaia di volontari rispondono alle urgenze importanti in dialogo con il governo stesso del Malawi nel programma di BRAVO, per iniziare l’anagrafe di un paese che ancora non ha questa struttura importantissima capace di dare una carta d’identità…
Mentre avrebbero potuto sentirsi paghi di quanto già raggiunto, sono pronti ad andare oltre.
Importante quanto hanno iniziato a Balaka di un centro nutrizionale per bambini di strada. Hanno aperto in questi giorni uno spazio dove cento bambini si ritrovano quotidianamente all’ora di pranzo. E mentre un pasto quotidiano assicura la crescita fisica, le tante attivita scolastiche e di gioco e festa permettono una crescita complessiva in dialogo con le famiglie e spesso gli anziani che si sono presi in casa questa tribù di orfani.
Impressionante e’ la qualita’ del servizio donato, curato bene nei particolari. Bellissima poi la presenza di intere tribù di giovani venuti dall’Italia a seguire questi ragazzi di strada che improvvisamente si ritrovano al centro di tanta attenzione. Il messaggio di Papa Francesco di andare alle periferie e di uscire da recinti di presenza missionaria ormai collaudati viene riscritto oggi in risposta alle nuove urgenze.

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