La pazienza di Dio e la nostra impazienza di fronte al male

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In quel tempo, Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un uomo che ha seminato del buon seme nel suo campo. Ma, mentre tutti dormivano, venne il suo nemico, seminò della zizzania in mezzo al grano e se ne andò. Quando poi lo stelo crebbe e fece frutto, spuntò anche la zizzania (vedi Vangelo di Matteo 13, 24-43. Per leggere i testi liturgici di domenica 23 luglio, sedicesima del Tempo Ordinario, clicca qui)

Gli “insuccessi” di Gesù e la povertà del Regno

Gesù annuncia il Regno: Dio è qui, presente tra gli uomini, li guarisce, li consola, li rincuora: è la “bella notizia”. Gesù è anche sorprendentemente comprensivo verso i peccatori. Questo, però, suscita obiezioni: la mentalità dei farisei dà come scontato un principio: i buoni devono distinguersi dai cattivi e quindi evitarli. Gesù, che tutti riconoscono essere buono, decide invece di incontrare i peccatori, di mangiare con loro. I farisei, quindi, lo accusano di essere “amico dei pubblicani e dei peccatori”. La parabola della zizzania è una risposta a quella critica. Il male è presente nel mondo e non lo si può eliminare adesso. Sparirà solo alla fine dei tempi. Nella nostra storia il regno deve convivere con il nemico del Regno.

Il Regno di Dio lo si vede poco

Non solo il Regno è contestato dal male, ma lo si vede poco. Il ministero di Gesù non conosce grandi risultati, pochi seguono il Madestro e quelli che lo seguono sono spesso gente senza rilievo, poveri e senza cultura, dei “senza parola”.

Le due parabole che seguono rispondono a questa seconda obiezione. Il Regno dei cieli è come la senapa. È un seme piccolissimo. Una volta cresciuta, però, diventa un legume di grandi dimensioni.

Ancora, il Regno dei cieli è come il lievito che una donna ha messo in tre misure di farina perché tutta sia fermentata. Alla lettera il testo parla di tre “staia” di farina. Lo staio corrispondeva a 13,13 litri. Quindi la massa della pasta di cui parla la parabola era pari a un totale di quaranta litri. Una massa enorme dunque. In questa massa di pasta un frammento di lievito opera la straordinaria trasformazione: tutta l’enorme massa fermenta.

Così è il Regno che Gesù annuncia: piccolo, invisibile, insignificante. Ma la forza di Dio agisce in esso e il suo sviluppo futuro sarà prodigioso.

Spesso conniventi col male

Siamo spesso impazienti verso Dio e la sua Parola. Spesso gli chiediamo: “Dove sei?”; Oppure: “Se ci sei, fatti vedere. Guarda come va male il mondo, quante ingiustizie, quante tragedie, quante sofferenze e per di più in persone innocenti, bambini, vecchi, poveri…”.

Il Vangelo di oggi ci dice che Dio è paziente anche con il male. Mai connivente, sempre paziente. La nostra storia umana è mischiata, il bene e il male vanno insieme.

Noi spesso siamo molto diversi. Spesso siamo conniventi, quasi sempre siamo impazienti. Manchiamo di quella sovrana pazienza del Dio di Gesù Cristo, il quale avendo accettato la storia degli uomini ne accetta anche le lentezze e le ambiguità. Non è decisivo che ci sia il male. C’è Dio che può vincere il male. Non è importante che la Chiesa e il Vangelo trionfino. Trionferanno.

Si potrebbe anche dire, con una espressione che non è molto originale che, ancora una volta, è questione di fede. Siamo chiamati ad assumere davvero, anche quando fatichiamo a capire, il punto di vista del Dio del Vangelo e il suo stile di agire.

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