Palazzi e spazi urbani non sono più a misura di famiglia. Così l’Italia è sempre più povera di bambini

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Il mercato delle abitazioni e gli spazi urbani sono solo uno degli ambiti, dove si evidenzia la difficoltà di fare famiglia.
Questo palazzo non è costruito per una famiglia. Il taglio di tutti gli appartamenti è piccolo. Li vendiamo ai single o al massimo a qualche coppia”.

Questa è la risposta che hanno ricevuto due signori che chiedevano informazioni sul prezzo delle case di una serie di edifici appena costruiti, in una zona vicina al centro di una grande città. La loro intenzione era di acquistarla per la loro famiglia. Le considerazioni potrebbero essere varie, ma ci si può fermare su una: perché chi costruisce una serie di case si disinteressa delle famiglie?

Perché gli appartamenti nuovi, di taglio adeguato a una vita dignitosa, una famiglia con reddito medio non se li può permettere. I margini economici di cui dispongono le famiglie sono limitati. Inoltre servono alcuni servizi intorno: una scuola, un parco giochi attrezzato, un asilo nido. Per i single è più facile, sono sufficienti una palestra, un supermaket, aperti 24 ore su 24, e qualche pub e locale notturno per le uscite serali. Poi single o coppie sono buoni consumatori. Una famiglia prima di un acquisto ci pensa due volte.

Il mercato delle abitazioni e gli spazi urbani sono solo uno degli ambiti, dove si evidenzia la difficoltà di fare famiglia. Si potrebbero aggiungere le difficoltà, o meglio le discriminazioni sui posti di lavoro, per le donne-mamme, e ancora la continua lotta per equilibrare i tempi di vita. Però dentro questo contesto i nuclei familiari sono lasciati a se stessi. Eppure sarebbero un soggetto sociale, che genera futuro.

Invece per l’Italia fare famiglia è un fatto privato, è un carico che pesa solo sulle spalle dei genitori. Anche se le conseguenze sociali di questo abbandono sono catastrofiche: in Italia – con un tasso di fecondità del 1,32 – chi fa un figlio è un eroe, chi ne fa due inizia ad essere anche un po’ povero. Un sondaggio del Pew Research Center afferma che solo il 23% degli italiani immagina per i figli un futuro economicamente migliore del proprio. Così l’Italia diventa sempre più povera di bambini, sempre più anziana e sempre un po’ più triste.

Però la famiglia è un fatto privato. Di fondo c’è questa convinzione nascosta dietro la fatica di formulare, e accettare, azioni politiche a favore dei nuclei familiari. Cosa c’è di più intimo, in una coppia, della decisione di fare un figlio, no? E con questa scusa, l’introduzione di misure a sostegno della genitorialità diventano un panno caldo, generalmente sacrificabile, all’interno delle grandi riflessioni sullo sviluppo di un Paese.

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