Creatività, comunione e visione: le parole d’ordine per le sale parrocchiali

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Anche in questo strano tempo di sospensione continuiamo a offrire spunti di riflessione su temi legati alla pastorale della cultura, in collaborazione con l’ufficio diocesano, in attesa di poter tornare a riaprire le attività delle nostre comunità. Nel frattempo ci auguriamo che questo tempo possa essere fertile per la lettura e la riflessione. Vi invitiamo anche a consultare la pagina di Colloquies per tenersi al corrente degli aggiornamenti.

Creatività, comunione e visione: questi i tre termini che riassumono il laboratorio-workshop “la sala della comunità si racconta. Esperienze significative di animazione dei cineteatri parrocchiali nelle diverse zone della diocesi” tenutosi il 25 gennaio durante l’incontro diocesano della cultura.

In quest’occasione quattro sale della comunità – Osio Sopra, Stezzano, Cologno al Serio e Clusone – si sono raccontate: condividendo ognuna la propria esperienza, hanno generato terreno fertile per un confronto con i partecipanti.

La sala di Osio Sopra, riaperta nel 2016 grazie all’impegno di un gruppo di volontari, puntando su una programmazione molto varia, sull’introduzione di corsi riguardanti il linguaggio cinematografico e su collaborazioni con le scuole locali, ha raccontato di come stia cercando di superare le numerose criticità legate alla gestione di una sala parrocchiale, dalla mancanza di pubblico sufficiente a coprire le spese alla carenza di volontari. In questo senso, degna di nota la proposta di dar vita ad una multisala diffusa, che consenta alle piccole realtà di continuare a vivere nonostante la presenza di vicini colossi.

L’esperienza della sala Eden di Stezzano – che oggi offre una programmazione varia e vitale – trae linfa vitale dalla storia della sala stessa. Perché come affermato da un volontario responsabile, “conoscere l’origine della propria sala può essere uno stimolo ed una linea guida per avere chiaro il cammino ed il suo obiettivo”. Realizzata negli anni ’50 a partire da un progetto dell’architetto Pizzigoni su un’azione di lungimiranza da parte della parrocchia e restaurata nel 2004 su progetto dello studio Parrini, la sala forniva e fornisce un luogo di generazione culturale straordinario dal punto di vista architettonico: una sala curva su tutti gli assi a 360° che consente agli spettatori una migliore fruizione dello spettacolo, sia da un punto di vista visuale che acustico.

Realizzata grazie ad una raccolta fondi online, l’arena estiva di Cologno si caratterizza invece per il fatto di essere interamente gestita da un gruppo di giovani volontari che, sfruttando diverse innovazioni smart nonché tutti i canali di comunicazione possibili (in primis i social e il web), sono riusciti nell’intento di mantenere almeno una programmazione nei mesi estivi, da giugno a settembre.

Infine, ultima ma non meno interessante, l’esperienza della sala di Clusone, che trae la sua forza dal buon numero di volontari, ben organizzati e di ogni fascia d’età, e dallo stretto legame con l’oratorio. La programmazione della sala è particolarmente varia e spazia dalle proiezioni cinematografiche – di blockbuster ma anche di balletti, opera, documentari d’arte – alle iniziative organizzate in collaborazione con i giovani della comunità – serate a tema, rassegne, eventi speciali. Tutto ciò viene promosso attraverso i principali canali social e viene quasi interamente gestito tramite piattaforma web (ad es. l’emissione dei biglietti per le rappresentazioni o gli spettacoli).

Ecco quindi che creatività, quindi la capacità di immaginare nuovi percorsi per le sale parrocchiali, comunione, che è l’anima dell’aggregazione, e visione, che è lo sguardo che si alimenta nell’oggi per proiettarsi sul futuro, sono i tre semi che se piantati nel terreno fertile dei legami umani, possono generare frutti sani e maturi, il cui ricordo sopravvivrà anche al di fuori della sala cinematografica.

Elena Crotti

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