L’enigma dei libri mobili & i lettori volubili

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L’enigma dei libri mobili: argomento intrigante questa settimana per la rubrica dello scrittore Claudio Calzana, autore di romanzi come «Il sorriso del conte» ed «Esperia», direttore dei Progetti Editoriali e Culturali di Sesaab e direttore della libreria Buonastampa (via Paleocapa 4/d). Con la nuova grafica, come vedete, ha ottenuto anche la sua “targhetta”. Buona lettura.

Dopo i buchi neri e il triangolo delle Bermude, uno dei misteri più impenetrabili della storia è quello che vede i libri – corpi inanimati, dunque impossibilitati al motu proprio – spostarsi rispetto a dove sono stati collocati. Volumi che spariscono da dove li hai messi e che, come fiumi carsici, rispuntano su di un’altra mensola, o addirittura in un’altra stanza.
Chiunque possegga una libreria degna del nome sa per esperienza che questo vagabondaggio non è raro; e come potrete ben immaginare, in libreria l’enigma del libro nomade si moltiplica di brutto. Perché qualche cliente, senza colpa sia ben chiaro, i libri li prende qui e una volta sfogliati li lascia là, parecchio altrove rispetto al luogo originale. Cosa che scombina i piani non solo dei clienti successivi, ma soprattutto del povero libraio, che se non trova un titolo si agita e si affanna.
Ma non è tutto: ci sono clienti sbadati, e clienti che invece spostano i libri con intenzione. Ecco giusto due esempi, per gradire.
Il voltacopertine: il cliente in questione segnala con questa muta protesta i titoli che proprio non gradisce. In breve: prende il tomo con una minima porzione di dita e lo ripone sullo scaffale al contrario, con mimica facciale intonata al fastidio.
L’alzapapi: questa curiosa espressione etichetta un cliente – uno solo, per fortuna – che quando intercetta il libro di un pontefice che a suo dire (del cliente, non del papa) sta posizionato troppo in basso rispetto al merito e prestigio, lo solleva: cioè alza il libro dallo scaffale A, posizionato diciamo a soli 60 cm da terra, allo scaffale B, posizionato ad almeno 150 cm sul livello del mare.
Ricordo che una volta il libro di Ratzinger sull’Infanzia di Gesù stava splendidamente composto in una pigna all’ingresso del negozio; ove per pigna si intenda la geometrica figura che si ottiene posizionando una sull’altra le copie, fino a delineare un dinamismo che appaga la vista e incoraggia a metter mano al portafoglio; ebbene, siccome detta pigna partiva da terra – sia pur difesa e incoraggiata da opportuno spessore – per poi evolvere in tutta la sua geometrica potenza, il cliente in questione ha avuto quasi un mancamento.
Ora, lo so, già il voltacopertine è difficile da mandar giù, ma con l’alzapapi direte che l’ho sparata troppo grossa. No, vi assicuro che succede per davvero. E se vi venisse il sospetto che clienti così estrosi ce li abbiamo solo in Buonastampa, mi tocca smentirvi al volo. No, confermo, anzi rilancio: ogni libreria è abitata da qualche cliente siffatto. Lettore che, con buona pace dei librai, illumina il mondo per altra luce, è volubile e ribelle, diversamente affabile, cocciuto. In fondo sogna una libreria a sua immagine e misura, con quel particolare assetto che accoglie il libro e scatena l’emozione.

© Claudio Calzana
www.claudiocalzana.it
La libreria Buona Stampa è anche su Facebook
www.buonastampa.it 

 

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