Festa d’Oriente

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Natale nelle Filippine!

C’è il Natale commerciale, che inizia già a settembre: le prime musiche e decorazioni natalize, soprattutto nei centri commerciali. Ormai, anche in Estremo Oriente, il consumismo e il materialismo cominciano a dominare la scena delle celebrazioni tradizionalmente più religiose.

La corsa ai regali e i banchetti natalizi sono ormai la norma in questi mesi.

La dimensione religiosa comincia a emergere solo il 16 dicembre, con l’inizio della Novena di Natale. Tradizionalmente, per nove giorni, si celebra la Messa alle 4.30 del mattino quale segno dell’attesa di Colui che deve venire. Per motivi vari, l’orario puo’ variare, dal mattino alla sera, ma il significato e l’emozione sono sempre gli stessi. Si percepisce, si respira nell’aria qualcosa di speciale, un po’ come quando lo sposo attende in chiesa la sua sposa. Il clima è elettrizzante, ma non si riduce a sentimentalismo. L’ascolto della Parola di Dio aiuta a rendersi conto del mistero che si sta per celebrare: il mistero dell’Amore di Dio, del suo essere Emmanuele, Dio con noi.

Spesso le celebrazioni liturgiche, in questo periodo dell’anno, sono accompagnate da iniziative caritative a favore dei più poveri, soprattutto distribuzione di cibo. È un segno, il segno che anche l’uomo deve farsi vicino, prossimo a chi ha bisogno, così come Dio si fa vicino a tutti noi bisognosi della sua misericordia.

La sera del 24, prima della messa di mezzanotte, si rappresenta, inoltre, in forma teatrale, la ricerca, da parte di Giuseppe e Maria, di un posto dove coricarsi e dare alla luce il Divin Bambino. È un fare memoria che, fin dall’inizio, la presenza di Dio tra gli uomini è stata rifiutata. È un ricordare che allora, ma anche oggi, non è scontato riconoscere e accogliere Dio nella nostra vita. Bisogna liberare il cuore e la mente dai pregiudizi, dai preconcetti e, soprattutto, dall’orgoglio e dall’egoismo che ci impediscono di riconoscere nell’umiltà e nella semplicità Colui che ci viene incontro per indicarci la via per una vita più degna, più bella e più grande.

Molti, nelle Filippine, purtroppo, quest’anno non potranno celebrare il Natale nelle loro case e nelle loro chiese a causa del terremoto, del tifone e del terrorismo. In un certo senso, saranno più vicini al primo e originale Natale, quando anche la Divin Famiglia si dovette rifugiare in una capanna. Che il Signore, anche attraverso la generosità di tanti uomini e donne di buona volontà, possa portare consolazione a loro e pace a tutti noi.

Maligayang Pasko! (Buon Natale!)

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