Ascoltare

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Primo: ascoltare. Il percorso proposto dall’Ufficio per la pastorale della salute in occasione della Giornata del malato parte dal primo gesto di attenzione verso l’altro, quello che, come sottolinea il direttore don Michelangelo Finazzi, ci rende tutti uguali, tutti in un certo senso “malati”: «Perché tutti abbiamo bisogno di essere ascoltati».

Dopo l’appuntamento di ieri alle 15,30 nella chiesa dedicata a Papa Giovanni XXIII a Seriate, con i rappresentanti delle associazioni locali che si occupano da vicino dei malati come l’Unitalsi e il Centro volontari per la sofferenza, l’11 febbraio, alle 20,30, la celebrazione tocca il luogo cittadino più vicino alla sofferenza: l’ospedale Papa Giovanni XXIII. Ci saranno il rosario e una fiaccolata: un momento per riflettere e per testimoniare una vicinanza concreta a chi soffre. A guidare la riflessione sarà Frate Roberto Sabotto, cappellano dell’ospedale.

«L’ascolto – sottolinea don Michelangelo – è un ingrediente essenziale per l’assistenza del malato. La necessità di essere compresi e ascoltati è comune a tutti, e soddisfarla è la prima medicina, a volte la più importante. Essere disposti all’ascolto fra l’altro è un esercizio che aiuta a crescere».

Accanto alle celebrazioni per la Giornata del malato di questi giorni, l’ufficio diocesano propone anche una serie di incontri di approfondimento che hanno come filo conduttore «Sintonizziamo l’ascolto». Il prossimo è in programma per il 15 febbraio sul tema «Un silenzio che grida. In ascolto delle malattie emergenti». Intervengono Simone Raineri, educatore del centro disturbi del comportamento alimentare di Bergamo, Elvira Beato, responsabile dell’osservatorio delle dipendenze Asl di Bergamo ed Emilio Majer, direttore del consultorio adolescenti e giovani di Bergamo. L’ultimo incontro si svolgerà il 22 febbraio su «Ci siamo anche noi! In ascolto dei parenti». Intervengono Eleonora Maino, psicologa e psicoterapeuta “famiglia e disabilità”, che spesso si trova a contatto con famiglie in cui c’è un bambino malato, una situazione che cambia la vita a tutti. E poi Barbara Corti, coordinatrice dell’area adulti e anziani del comune di Scanzorosciate, si concentrerà sui problemi delle famiglie in cui c’è un anziano malato, magari con patologie gravemente invalidanti come l’Alzheimer. Adonella Poggi, infine, presenterà la sua testimonianza di mamma. Gli incontri si svolgono alla Casa del Giovane (via Gavazzeni 13 a Bergamo), dalle 9,30 alle 11,30.

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