Ac & il futuro

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È tempo di cambiamenti per l’Azione Cattolica di Bergamo. I nuovi vertici diocesani sono stati indicati dal Vescovo pochi giorni fa e i loro nomi diventeranno ufficiali a breve. Per una singolare coincidenza, quindi, la chiacchierata con Cesarina Micheli (vice-presidente uscente del Settore Giovani) si è conclusa con un bilancio dei suoi quattro anni di mandato: «Molto positivo, ringrazio il Signore per le tante persone che ho incontrato e le esperienze che ho vissuto».

In questo periodo, spiega, il trend della partecipazione alle attività dell’associazione per i giovani è positivo: «C’è stato un aumento negli ultimi anni, forse perché esiste un piccolo vuoto in Diocesi: si fa molto per gli adolescenti – infatti le nostre attività per questa fascia d’età faticano molto – ma poco per i 20-30enni». Non è facile, però, fare una stima di quanti giovani siano attualmente nell’Azione Cattolica: l’associazione è presente in circa 150 parrocchie della Diocesi, ma pochissime di queste hanno un Settore dedicato a loro. E poi c’è il “problema” del tesseramento, comune anche ad altre realtà: «Moltissimi tra i circa 200 partecipanti sono i cosiddetti simpatizzanti, che non sono ancora iscritti ufficialmente». Soprattutto tra i giovani esiste una certa diffidenza verso la tessera: «É vissuta come un “ingabbiamento”, anche a livello economico, più che come un’opportunità» conferma Micheli. In ogni caso, lo scopo di Azione Cattolica è quello di accompagnare chi ne fa parte in un percorso di formazione e consapevolezza valido anche per chi, magari, non vive l’esperienza della Chiesa, contribuendo a portare queste persone anche verso la parrocchia.

Nelle sue attività l’associazione mette in pratica tre pilastri: comunione, contemplazione e missione e proprio quest’ultima è al centro del laboratorio “Ci metto la faccia”, un ciclo di incontri al Salone del Santuario della Madonna dei Campi di Stezzano, con 20-25 partecipanti,  in cui è importante la presenza di testimoni, oltre che la lettura del Vangelo. «In uno slogan, l’approccio è “dalla vita alla Parola e dalla Parola alla vita”».

Un altro laboratorio è dedicato ai fidanzati, con un taglio particolare: «Non è in preparazione al matrimonio, ma è pensato per le coppie che muovono i primi passi insieme e che vogliono approfondire il rapporto con la fede».

I giovani che vogliono «trovare una regola di vita», invece, possono provare Kairos: due settimane di convivenza e preghiera comune in una casa nel Santuario della Madonna dei Campi di Stezzano (7 partecipanti alla volta, con 2 educatori).

L’iniziativa più riuscita, secondo Micheli, è però “Una luce nella notte”, laboratorio che fa capo al progetto di evangelizzazione “Sentinelle del mattino”. Un sabato ogni due mesi 30-40 ragazzi, dopo un pomeriggio di formazione, «si mettono in gioco» alla Chiesa del Carmine in Città Alta, fermando i loro coetanei e invitandoli a partecipare alla funzione serale. «L’ultima esperienza, sabato 15 marzo, ha visto la partecipazione di circa 100-150 ragazzi, con alcuni si scambiano due chiacchiere, altri partecipano al momento di preghiera: è stato bellissimo».

Perciò, conclude, anche grazie ai rapporti di collaborazione con altre associazioni (come la FUCI e la Comunità Effatà) «si può guardare con fiducia al futuro» nonostante le difficoltà.

 

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