Quaresima

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È quaresima. Non solo per via del calendario e della liturgia. Molte persone, molte famiglie, un esercito di persone e di famiglie stanno vivendo momenti di gravi difficoltà economiche. Stanno già facendo quaresima. In questa quaresima collettiva, arriva la quaresima dei credenti, che è un po’ diversa da quella imposta dalla crisi economica.

LE DUE DIVERSE ESPERIENZE

Intanto la quaresima che prepara alla pasqua non è imposta, ma voluta. Nessuno, in effetti, è costretto a fare digiuno e a mangiare poco o, addirittura, a non mangiare . Molti, oltretutto, faranno una quaresima con gesti e riti del tutto personali: in queste settimane, alcuni non berranno caffè, alcuni non mangeranno dolci, altri faranno una giornata di digiuno tutte le settimane. Insomma molti faranno cose non dovute: notevole che le facciano e proprio perché non dovute.

Inoltre, e anche perché liberamente decisa, la penitenza della quaresima cristiana, rispetto alla penitenza della crisi economica, è sostanzialmente un evento gioioso. È vero che si parla di ceneri e di penitenza, ma il “per chi” e il “perché” danno anche alle ceneri una tonalità non depressiva. D’altronde, questa è un’esperienza che fa parte della vita di tutti i giorni: molte volte si fa fatica ma si è contenti di fare fatica perché lo si fa per una persona alla quale si vuole bene. Da sempre, l’esperienza di fede è paragonata all’esperienza amorosa: se a Dio si vuole bene non costa digiunare per lui. Anzi.

INSIEME

Semmai la quaresima voluta e contenta del credente non dovrebbe semplicemente “stare accanto” o “oltre” rispetto alla penitenza faticosa di chi è senza lavoro e senza cibo. La quaresima del credente, infatti, può gettare un po’ di luce sull’altra quaresima: c’è un Dio paterno che “sa di che cosa avete bisogno”. Quando si è in ansia c’è più bisogno di paternità rispetto a quando si sta bene. E poi succede spesso che chi vive la quaresima voluta e contenta sia costretto a vivere egli pure l’altra quaresima: anche i credenti soffrono per la mancanza di lavoro e di cibo. E così la quaresima può diventare un’utile esperienza: vivere “sul campo” la fraternità con tutti e in particolare con chi ne ha più bisogno.

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