E’ iniziato il Ramadan: amicizia è condividere il digiuno e la zuppa

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Domenica scorsa per i fedeli musulmani è iniziato il mese di Ramadan, periodo dedicato al digiuno alimentare – ma non solo – e che rappresenta il quarto dei cinque pilastri dell’Islam. E’ il mese sacro per i musulmani, durante il quale oltre al praticare il digiuno alimentare (cibo e bevande) e sessuale dall’alba al tramonto, si accresce anche l’attività della preghiera, intensificando la lettura del Corano, la meditazione, cercando di adottare un comportamento consono a questo mese di purificazione, allontanando i cattivi sentimenti (rabbia, invidia, gelosia..) e cercando di essere gentili con il prossimo: non bisogna litigare, né mentire, né calunniare. E’ anche il mese della “zakat”, la carità, durante il quale il credente deve cercare di dividere i suoi beni con coloro che ne hanno bisogno. Il tramonto del sole pone fine al digiuno e in questo momento, chiamato “Iftar”, l’astinenza viene interrotta mangiando un dattero – al cui interno spesso è stato messo un po’ di burro – o bevendo dell’acqua. Solitamente il primo pasto serale è costituito dalla “chorba”, “zuppa”, che provvede a rifornire il corpo dei liquidi, accompagnata da altri piatti, qui in Tunisia ad esempio i brik, cercando di variare giorno dopo giorno.

Il mio primo Ramadan è stato durante le superiori, anche se forse sarebbe meglio definirlo un tentativo di Ramadan: la mia migliore amica Naoual, di origini marocchine, mi aveva chiesto se volevo condividere con lei quel momento speciale. Così per quel giorno niente colazione e via, sul pullman per arrivare a scuola. Verso l’intervallo, i morsi della fame si facevano sentire: misi in bocca un chewing-gum per cercare di smorzarli, pensando che non rompesse il digiuno. Ma mi sbagliavo e poco dopo finì nella spazzatura: niente cibo, niente acqua e niente chewing-gum fino alle otto. E, appena giunta l’ora dell’iftar, mi lanciai subito sul primo cibo commestibile a portata di mano. Il secondo anno andò meglio, anche se non ricordo i dettagli della giornata, ma lo feci sempre per empatia verso la mia amica. Dopo aver conosciuto il mio attuale marito, spesso durante questo mese venivo invitata anche io all’iftar a casa di amici o parenti: sono i momenti che mi piacciono di più, dove capisco che Ramadan significa anche cercare di riallacciare gli affetti. Seduti a tavola, spesso alla tv si guardano le “mulsasalat”, i “telefilm” – quelli egiziani e turchi vanno alla grande –, la cui offerta durante Ramadan è moltiplicata. (tra le varie foto, la tavola apparecchiata dalla cuginetta del mio ragazzo, con la candela in mezzo perché sapevo che c’ero anche io, quindi voleva dare un tocco di romanticismo).

Noi intanto vi facciamo scoprire proprio la “chorba”:

Ingredienti:
– 300 g di carne di vitello, manzo o agnello, a vostra scelta
– 100 g di semola d’orzo
– 50 g di sedano verde
– 50 g di prezzemolo
– 1 manciata di piselli freschi o surgelati
– 1 manciata di ceci
– Tabel (spezia tunisina composta da peperoncino, aglio, coriandolo macinato e carvi) sale e peperoncino
– 3 cucchiai di doppio concentrato di pomodoro
– mezza cipolla
– olio per friggere
– limone

Preparazione:
Far soffriggere la cipolla con l’olio di oliva, aggiungere poi il pomodoro concentrato, la semola d’orzo, la carne tagliata a pezzettini, il prezzemolo ed il sedano tritati, i piselli, ed infine il tabel ed il peperoncino. Salare a piacere ed aggiungere mezzo bicchiere di acqua fredda, lasciando insaporire il tutto per circa 5 minuti a fuoco medio, mescolando spesso per evitare che la semola d’orzo si attacchi al fondo della pentola. Riempite la pentola con acqua fino a metà, coprendola con un coperchio e mescolando di tanto in tanto per circa 30 minuti. Prima della degustazione, spremere nei singoli piatti qualche goccia di limone

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