Chi perde un marito trova un diamante: l’ultima frontiera dello spot

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Avviso ai naviganti: le immagini che vedrete e le frasi che leggerete non sono frutto della fantasia di chi scrive. Basta fare una passeggiata tra le strade di Roma, infatti, per imbattersi in una cartellonistica inedita: la mano di una donna in primo piano con un grande diamante al dito, il sorriso a trentadue denti sullo sfondo. E la scritta: “Stavolta tuo marito non potrà dirti di no”.
È la nuova campagna pubblicitaria lanciata da un’impresa di pompe funebri che opera a Roma e in altre città italiane. Grazie all’accordo con una società svizzera, alla quale vengono spedite le urne contenenti le ceneri dei defunti, i resti dei cari estinti si trasformano in diamanti. Il procedimento è complesso ma il risultato è assicurato: un bell’anello luccicante – o, perché no, degli orecchini e un girocollo da gala – fatto non della stessa materia dei sogni ma quasi. Almeno per quelle signore che per una vita hanno inseguito il desiderio di un solitario esclusivo e non sono mai state accontentate da mariti che non hanno voluto (o potuto) soddisfarle. La tentazione è servita e il gioiello senz’altro unico. Per le dimensioni, spiegano all’impresa funebre, bisognerà fare conto della quantità delle ceneri da cui si estrae il carbonio. Meglio un marito in carne, dunque: più cenere, più carati! Si chiamano “diamanti della memoria” e sul sito della società svizzera che compie il processo di trasformazione c’è tanto di listino prezzi (non proprio alla portata di tutti ma nemmeno esorbitanti: dipendono dal taglio del diamante, per esempio, e dalla presenza o meno di particolari incisioni sul gioiello).
Solo una pubblicità di cattivo gusto? O una nuova frontiera esequiale bussa alle porte: perché occuparsi ancora di dare degna sepoltura alle persone care? Perché andare a portare dei fiori e un saluto sulla tomba di chi lì riposa in pace? A chi interessa, ancora oggi, la dignità di un corpo senza vita? Domande senza risposta, e forse senza senso, in una società che fatica molto più che in passato a fare i conti con il dolore. Una morte brillante, evidentemente, spaventa meno. I mariti romani (e non solo) sono avvertiti.
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1 commento

  1. silvana messori on

    purtroppo.. è già un po’ che ciò si effettua.. almeno all’estero! di cosa dobbiamo ancora stupirci, quando una società consumistica a fatto venire tutto merce .. in vendita…abbiamo trovato il modo di “ridurre” gli scarti(i resti rimanenti del caro estinto dove vanno a finire?) di occupare poco spazio e di avere sempre vicino a te.. quel che rimane di una vita, investendo!!!. questo è per i morti; ma la stessa cosa sta accadendo anche agli ancora vivi”.. stiamo seppellendo i principali valori etici morali per i quali l’essere umano vale.. dobbiamo preoccuparcene.. sapendo però.. che in cenere tutti finiamo… e che”” in polvere varcherai le soglie dell’Infinito”..

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