La pulce nell’orecchio/Cagliari-Atalanta. Notevole

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Nella foto: Zeman, l’allenatore del Cagliari

A Cagliari Atalanta batte Cagliari 2-1 (1-0). Bella vittoria dei nerazzurri, anche se di strettissima misura. Anzi, il Cagliari – che ha costruito 4 o 5 occasionissime – avrebbe meritato il pareggio. Invece i rossoblu a un quarto d’ora dalla fine erano sotto addirittura di due gol e solo grazie a un rigore, peraltro ineccepibile per fallo di Cherubin, hanno potuto dimezzare le distanze. I nerazzurri, scaltri e bravi nell’andare subito in vantaggio, sono stati compattissimi e, senza compiere errori, si sono ottimamente amministrati, addirittura raddoppiando. Finale in trincea e brindisi al 90′.

Partita combattuta ed esteticamente divertente, come sempre quando ci sono di mezzo squadre allenate da Zeman. Almeno in cinque mettono la firma sotto il risultato finale. I due extracomunitari di colore dei nerazzurri, Dramé (il migliore in campo per distacco) e Boakye, autore del secondo gol e non solo. Estigarribia, che ha rotto il ghiaccio dopo soli 4 minuti. Poi una specie di terzo gol l’ha realizzato, sull’1-0, Biava, letteralmente cavando dalla propria porta una conclusione vincente di Sau.

Infine i tifosi atalantini riconosceranno che l’arbitro Cervellera è stato un vero tesoro quando, a inizio ripresa, s’è astenuto dell’espellere D’Agostino, al secondo fallo d’ammonizione, limitandosi a una ramanzina. Figurarsi Colantuono, che ha immediatamente mangiato la foglia, richiamando in panchina il suo esterno per il tuttofare Raimondi. Quest’ultimo, si sa, è l’ideale quando bisogna soffrire: stringe la mascella, digrigna i denti e non molla un centimetro. Lo stesso D’Alessandro, comunque, al debutto è stato bravissimo, assolvendo alla perfezione il compito che era di Bonaventura.

L’Atalanta ha portato a casa questo successo in virtù della sua solidissima difesa e di un atteggiamento caratterizzato sì dalla solita concretezza, reso però più redditizio dall’aggiunta dì una buona dose di coraggio iniziale. L’azione del vantaggio è stata classica del 4-4-2, con una serie di tagli che hanno liberato Estigarribia in arrivo dalla parte opposta del cross partito dai piedi di un Dramé, impressionante per continuità di corsa. L’impiego di Boakye, a supporto di Denis, ha conferito più peso alla fase offensiva ma il ragazzo, che dispone di un fisico idoneo, s’è pure molto sacrificato abbassandosi in prima battuta su Conti, la sorgente del gioco dei sardi. Forse Colantuono sta ponendo le basi di una formazione in grado di far punti attraverso un gioco che a tratti e compatibilmente con la forza dell’avversario di turno può diventare spettacolare.

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