La storia dei The Sun: dal rock sregolato alla fede. Sabato concerto a Lurano

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Quattro dischi in inglese, più di 300 concerti tra Europa e Giappone, il premio come miglior punk rock band italiana nel mondo. Poi la crisi, alla ricerca della vera felicità. Infine, la scoperta della fede autentica. Ecco i The Sun, gruppo vicentino seguitissimo in tutta Italia: Francesco Lorenzi (autore, cantante e chitarrista), Riccardo Rossi (batterista), Matteo Reghelin (bassista) e Gianluca Menegozzo (chitarrista) riescono a parlare di Dio fra le righe di una musica potente e ritmata.
La storia della band The Sun è particolare: dagli inizi, a quindici anni, fatti eccessi e vita sregolata. “Suonavamo insieme, in garage – spiega Francesco Lorenzi – . Con fatica abbiamo iniziato a farci spazio a girare per il mondo a registrare dischi in inglese e per 10 anni abbiamo vissuto come una rock band classica: alcol, sesso, droga e musica. Ma dopo l’ultima tournée ci siamo fatti un po’ prendere la mano. Noi stessi all’inizio pensavamo che fosse divertente ma col tempo ci siamo anche accorti che quella vita ci stava distruggendo, e distruggeva i legami tra di noi”. Dall’esterno sembrava che fossero completamente realizzati e felici del successo che stavano ottenendo: “In realtà non ci sopportavamo più”. Per parecchi mesi non si sono più visti. “Era il 2007 – continua Francesco -, avevamo in programma un nuovo disco, e io non avevo più l’ispirazione. Poi una sera ero a casa con mia madre e lei mi ha chiesto di seguire un corso in una parrocchia. Non seguivo questo tipo di attività da anni, ero perplesso e invece ho deciso di andare. Ho incontrato dei giovani che mi hanno coinvolto con il loro entusiasmo, la loro fede. Sentivo che tra loro c’erano legami veri. Nell’ambiente che consideravo di poco conto ho invece trovato quello che cercavo. Ho ricominciato a leggere il vangelo, ho ricominciato un percorso di fede. Subito ho incominciato a sentirmi bene. E a scrivere quello che stavo vivendo”. Pian piano, con una serie di “Dioincidenze”, come le chiama Francesco, il suo entusiasmo ha contagiato anche gli altri componenti della band, che oggi confessano “la nostra vita è cambiata. E’ stato un mondo per imparare a crescere”. Quattro giovani che da tempo non frequentavano più la parrocchia o la chiesa, ma grazie all’amicizia e alla musica hanno riscoperto un percorso di fede. “Abbiamo incominciato a cantare in italiano e dopo la pubblicazione del primo album “Spiriti del sole” un prete ci ha invitato in Terra Santa, a Betlemme, a cantare per la pace. E’ stata un’esperienza fortissima. Poi ci siamo impegnati in una raccolta di fondi per i cristiani di quei luoghi”. Poi, nel 2012 è arrivato anche un secondo album, “Luce”. Le loro canzoni parlano di coraggio, di sessualità vissuta con amore, della vita dopo la vita, dell’amicizia. Sabato 27 settembre alle 21 ci sarà l’occasione di ascoltare dal vivo la band vicentina a Lurano, auditorium San Lino. I quattro giovani porteranno anche la loro testimonianza. L’ingresso è gratuito. La band si è esibita in occasione di eventi nei quali erano presenti Papa Benedetto XVI e Papa Francesco. Lo scorso aprile ha organizzato un pellegrinaggio in Terra Santa con oltre 200 giovani provenienti da tutta Italia. I musicisti hanno suonato a Betlemme mandando un messaggio per la pace in Medio Oriente. Di loro scrive Monsignor Gianfranco Ravasi: “La testimonianza così limpida di Francesco Lorenzi diventa veramente una sorta di atto di fede, nel quale i suoni anche lacerati e veementi del rock e i percorsi esistenziali travagliati lungo sentieri persino tenebrosi si trasformano proprio nella strada del sole”.

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