Don Eugenio Zanetti: “Si è smarrita la bellezza del matrimonio cristiano”

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“Si è smarrita la bellezza del matrimonio cristiano. E’ questa la vera questione, anche se la guerra mediatica si svolge su altri fronti”. Monsignor Eugenio Zanetti, responsabile del gruppo diocesano La casa, che accompagna separati e divorziati, invita a riequilibrare i pesi delle discussioni in atto sul Sinodo straordinario sulla famiglia, al via il 5 ottobre.
“Il dibattito sulla riammissione ai sacramenti dei divorziati risposati – sottolinea monsignor Eugenio Zanetti, responsabile del gruppo diocesano La casa, che accompagna separati e divorziati e da poco anche delegato regionale alla consulta della pastorale familiare – è solo una delle questioni che i padri sinodali dovranno affrontare”. Ma oggi, in un momento storico difficile, in cui la precarietà presente in ambito professionale segna anche le relazioni personali, tanto che sono sempre meno i giovani che scelgono di dire sì per sempre in chiesa, “il problema più grosso è trovare il modo di annunciare la bellezza e l’importanza del matrimonio cristiano in un contesto in cui prevalgono altre forme come la convivenza e il matrimonio civile. Perché sposarsi, e perché farlo in chiesa? Forse questa non è una questione così sentita dall’opinione pubblica, ed è un limite”.
Queste scelte, infatti, hanno conseguenze importanti e concrete sulla situazione della società contemporanea “a partire – chiarisce monsignor Zanetti – dalla situazione dei figli di queste coppie, segnati dalla loro fragilità”. Per quanto riguarda invece il cammino e la presenza nelle comunità parrocchiali di persone separate e divorziate “E’ giusto – sottolinea monsignor Zanetti – essere vicini, accogliere sempre e cercare una strada che permetta loro di partecipare alla vita comunitaria e che sia opportuna per loro, pur nel rispetto della dottrina cristiana”.
Ci sono Paesi, sottolinea monsignor Zanetti, come gli Stati Uniti, dove separazione e divorzio sono più semplici e rapidi che in Italia: “Anche questi Paesi, però – dice – ora stanno facendo marcia indietro perché hanno capito che sostenere la stabilità della famiglia è più importante, sia dal punto di vista della coesione sociale sia dal punto di vista economico”. Si moltiplicano gli accordi prematrimoniali con clausole “punitive” in caso di separazione e divorzio, e in alcuni Stati si sta prendendo in considerazione l’idea di mettere dei “paletti”, e di offrire alle coppie un tempo più lungo di ripensamento e verifica prima di arrivare al divorzio definitivo.
E qual è il motivo per cui meno coppie scelgono il matrimonio cristiano? “Alla base c’è l’allontanamento dei giovani dalla fede, e credo che questa sia una questione urgente di cui bisogna occuparsi. La prima nostra preoccupazione, quindi, dev’essere quella dell’evangelizzazione. Perché è importante generare una famiglia con le persone che la compongono? Perché è importante che sia composta da un uomo e da una donna? Nel confronto con il mondo laico bisogna saper comunicare messaggi chiari, e far capire che la Chiesa ha qualcosa da dire sull’uomo e sulla sua felicità, e che le sue sono proposte di valore” (e non arroccamento ideologici).

Il gruppo La Casa sta riprendendo proprio in questi giorni il cammino dei gruppi di preghiera e i percorsi di formazione: a breve in arrivo sul Santalessandro un approfondimento a tema.

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1 commento

  1. Nadia Perletti on

    L’articolo non fa una piega. Nell’allontanamento dei giovani dalla fede e dalle proposte “alte” che questa comporta, mi sembra manchi però una ricerca di questa defezione anche nel modo della Chiesa di approcciarsi a loro E in molti corsi prematrimoniali siamo sicuri che questa proposta di fede sia di “valore”? Ma anche un commento del tipo “E’ giusto – sottolinea monsignor Zanetti – essere vicini, accogliere sempre e cercare una strada che permetta loro di partecipare alla vita comunitaria e che sia opportuna per loro, pur nel rispetto della dottrina cristiana” mi sembra una frase un po’ fredda. scontata, e decisamente molto povera di prospettive, per un sacerdote che si è preso a cuore le sorti di persone separate, divorziate o risposate. In tanti anni di ascolto delle sofferenze, dei percorsi di dolore e accettazione di queste personali situazioni, pensavo avesse maturato più comprensione e propensione al perdono di una scelta rivelatasi poi insostenibile nella vita quotidiana. Il rispetto della dottrina cristiana dovrebbe somigliare un po’ più al rispetto che nostro Signore ha sempre avuto nel perdonare anche i peccatori più incalliti, prima ancora di chiedere loro la conversione del cuore.

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