Siam tre piccoli porcellin, siamo tre fratellin… Giochiamo con una fiaba classica

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Quella dei tre porcellini è una fiaba molto famosa che parla della fatica di crescere, di imparare a costruirsi la propria casa, di difendersi dai pericoli (come il lupo cattivo). Oggi ve la presentiamo in tre versioni: nell’audio c’è una versione a sorpresa di Elide Fumagalli, raccontata a modo suo. Nel testo l’originale raccolto da Joseph Jacobs, esperto di folklore e critico letterario. E in calce il video con una delle versioni più famose di questo grande classico. Un modo per giocare con una bella fiaba.

 

C’erano una volta tre piccoli porcellini allegri e un po’ monelli. Crescevano così in fretta che la loro mamma e il loro papà un giorno li chiamarono e gli dissero: “Siete troppo grandi per rimanere ancora qui. Ormai potete andare a costruirvi la vostra casa”. Prima però gli raccomandò di non fare entrare per nessun motivo il lupo in casa: “Vi prenderebbe per mangiarvi!”. E così i tre porcellini incominciarono questa nuova avventura: vivere per conto loro, come i grandi.
Presto la strada si divise in tre parti. Il Porcellino Grande spiegò che ognuno di loro avrebbe dovuto scegliere una direzione. Ricordò ai suoi fratelli di stare attenti al lupo e poi andò a sinistra. Il Porcellino Medio andò a destra e quello piccolo nella via centrale.
Sulla sua strada il Porcellino Piccolo incontrò un uomo che portava della paglia.
“Per piacere, dammi un po’ di paglia!” disse “Voglio costruirmi una casa”.
In poco tempo costruì la sua casa e pensò di essere salvo dal lupo.
La casa non era molto bella e nemmeno fatta bene ma a lui piaceva molto.
Il Porcellino Medio incontrò un uomo che portava della legna. “Costruirò la mia casa con il legno” pensò, e gli sembrava davvero una buona idea.
Il Porcellino Medio lavorò duramente tutto il giorno per costruire la sua casa.
“Adesso il lupo non mi prenderà e non mi mangerà” disse. Il Porcellino Grande camminò per conto suo. Presto incontrò un uomo che trasportava mattoni.
“Per piacere, dammi un po’ di mattoni” disse il Porcellino Grande “Voglio costruirmi una casa.” Così l’uomo gli diede dei mattoni per costruire una bella casa.
“Ora il lupo non potrà prendermi per mangiarmi” pensò. Il giorno dopo il lupo arrivò alla casetta di paglia: “Porcellino, porcellino, fammi entrare” gridò il lupo.
Ma il Porcellino Piccolo sapeva che era il lupo e non lo lasciò entrare. Ma il lupo cominciò a sbuffare stizzito. E sbuffava e sbuffava e buttò giù la casetta del Porcellino Piccolo.
Poi se lo mangiò in un baleno.
Il giorno seguente il lupo andò a casa del Porcellino Medio e bussò alla sua porta. “Chi è?” chiese.
“Tuo fratello” rispose il lupo.
Ma il Porcellino Medio sapeva che non si trattava del fratello e non aprì al lupo.
Così questi sbuffò stizzito, così forte che riuscì a buttare giù anche la casa del Porcellino Medio.
La casa di legno cadde e il lupo se lo mangiò.
Il giorno dopo il lupo arrivò alla casa di mattoni e gridò: “Porcellino, Porcellino, fammi entrare!”
Ma il Porcellino Grande rispose: “No, non ti farò entrare!”.
“Apri la porta e vedrai chi sono!” tentò di nuovo il lupo mascherando la sua voce per non farsi riconoscere, ma il porcellino non gli aprì. Quindi il lupo cominciò a sbuffare e sbuffare ma non riuscì a buttare giù la casa.
Il lupo era furibondo! Gridava: “Porcellino, Porcellino, scenderò per il camino e ti mangerò!”
Il Porcellino era spaventato ma non rispose.
Dentro casa c’era una grossa pentola sopra il fuoco del camino. L’acqua stava per bollire.
Il lupo si calò dal camino.
Siccome non c’era il coperchio sulla pentola il lupo vi ruzzolò dentro e finì nell’acqua bollente.
E questa è la fine del lupo cattivo e la storia di tre piccoli porcellini.
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