Filetto di maiale e zucchine con polenta: la specialità di nonna Bettina

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Nonna Bettina ci prepara oggi un piatto che le sta particolarmente a cuore. Carne e zucchine con polenta.

– Era un piatto che mangiavi da bambina? –

La nonna alza un sopracciglio. Dev’essere una domanda stupida.

– Quand’ero bambina non c’era la carne. Cioè. C’era, ma non la compravamo. Si mangiava il salame, ogni tanto si ammazzava un coniglio o una gallina -.

La nonna mette il burro in padella e accende il gas.

– C’era anche il detto:

domani è festa

si mangia la minestra.

La minestra non mi piace

si mangia pane e  brace.

La brace è troppo dura

si va a letto addirittura -.

La nonna è esperta di proverbi, ne ha uno per ogni occasione.

– Era un modo per dire che non c’erano alternative. La prima volta che ho mangiato il prosciutto ero già grande. Mio fratello l’aveva comprato per farlo assaggiare ai miei genitori. Avevano sentito dire che era buono, a quei tempi il cotto e il crudo erano novità -.

– E vi era piaciuto? –

La nonna fa una smorfia. – Era buono, sì, ma eravamo abituati al salame, quello ha un altro sapore-.

Nonna Bettina continua a cucinare, lava le zucchine, le taglia a rondelle e le sala.

– Eravamo mezzadri sul terreno di una contessa di Bergamo. Una signora savia, che veniva qui a trascorrere l’estate con una domestica e il cuoco. Si era separata dal marito, brav’uomo anche lui, ma col vizio del gioco -.

-La contessa – sorrido io, – sembra un personaggio di un film-.

– Una volta i conti erano i conti – mi dice spalancando gli occhi. -Mio cugino faceva il fattore, gestiva le entrate e le uscite del terreno, poi divideva tutto a metà tra noi e la contessa. Tutto, tranne le bestie. La signora era tanto buona da lasciarcele tenere per avere qualcosa in più con cui scampare -.

Dice proprio così, scampare.

– Allora questo piatto lo cucinavi quando ti sei sposata? –

Mi fa un no con la testa. – Quando mi sono sposata andavo a lavorare. Facevo i turni al Ravasio, sulle spugne, in quella che sarebbe diventata la manifattura Sebina. Non avevo tempo per stare ai fornelli, si cucinava qualcosa così – mi dice mescolando l’aria con la mano. – Qualcosa di semplice e veloce -.

– E allora perché ti è tanto cara questa ricetta? –

Nonna Bettina mi guarda come non avesse capito il senso della domanda. Mi osserva coi suoi occhi chiari che ne hanno viste tante.

– Che domande – mi fa – perché mi piace -.

La nonna ha ragione. Qualche volta, cercare motivazioni e giustificazioni complica la vita, e non ci si guadagna nulla.

 

Ingredienti per quattro persone affamate

Cinque zucchine tagliate a rondelle

Otto fette di filetto di maiale

Due cucchiai di passata di pomodoro

Una noce di burro

Vino bianco da cucina

Prezzemolo e aglio tritati

Preparazione:

1)  Mettete in padella la carne con una noce di burro, un filo d’olio e un trito di prezzemolo e aglio. Lasciate andare per qualche minuto e sfumate con del vino bianco da cucina.

2)   Allungate due cucchiai di passata di pomodoro in un bicchiere d’acqua, bagnate la carne e lasciate cuocere a fuoco lento, coprendo con un coperchio, per circa quindici minuti.

3)   Nel frattempo lavate le zucchine, tagliate a rondelle, salatele e lasciatele riposare qualche minuto in uno scolapasta in modo che perdano l’acqua in eccesso.

4)   Aggiungete le zucchine alla carne e coprite nuovamente con il coperchio per altri trenta minuti.

5)   Mescolate di tanto in tanto, prestando attenzione a non rompere le zucchine.

6)   Preparate la polenta. La nonna Bettina suggerisce di usare la propria ricetta di famiglia. C’è chi la preferisce molle, da tirar su col cucchiaio, e chi la preferisce dura. Per accontentare tutti, la nonna oggi fa una via di mezzo.

7)   Controllate la cottura della carne, impiattate senza troppi arzigogoli (per la tradizione si guarda il gusto!) e via di coltello e forchetta. Buon appetito!

 

 

 

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