La pulce nell’orecchio/Atalanta-Parma. E’ gol, finalmente

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Foto: Coloantuono, allenatore dell’Atalanta

Atalanta batte Parma 1-0. Due squadre molto preoccupate per la difficile posizione in classifica, anche se siamo solo all’inizio, e soprattutto perché in serie negativa. Più preoccupato però il Parma dell’Atalanta e s’è visto chiaramente in occasione delle poche ripartenze, accompagnate al massimo da tre-quattro giocatori. Giustamente, alla fine (89′) l’hanno spuntata i nerazzurri, approfittando dì una papera del portiere Mirante, che non ha trattenuto un tiro non certo irresistibile di Cigarini. Il neoentrato Boakye, uno dei pochi che fiuta il gol, ha insaccato.

Gara accettabile fino al 30′, con prevalenza e tre-quattro conclusioni dell’Atalanta, cui gli emiliani hanno risposto sporadicamente, con qualche capovolgimento di fronte. Il ritmo s’è successivamente abbassato per tornare a buoni livelli nella fase finale quando la squadra di Colantuono ha gettato il cuore oltre l’ostacolo. Alcune mischie e infine il gol. Il Parma può dirsi poco pervenuto per l’intera ripresa. L’Atalanta ha dunque posto fino al suo sciopero del gol (finora sempre a secco meno che a Cagliari) al termine di estenuanti trattative col pallone, che ha accettato d’entrare in rete solo quando a calciarlo è stato uno che ha confidenza col gol. Se nell’organico a disposizione di Colantuono sono in tre a vedere la porta (Denis, Bianchi e Boakye, lo dicono numeri), il tecnico al fischio d’inizio ha schierato solo l’argentino. E attaccando l’area e la porta avversarie con Moralez e D’Alessandro, ottimo fraseggiatore l’uno e rigorosamente esterno l’altro, altro non ci si può aspettare che imbattersi in grosse difficoltà in fase realizzativa.

Che il risultato dia ragione al tecnico naturalmente è un dato di fatto, come pure resta vero che non solo Moralez e D’Alessandro, ma anche Migliaccio, preferito in partenza a Baselli, garantiscono più equilibrio. Comunque i conti sono tornati con in campo sia Bianchi che Boakye, il primo poco dopo il 60′ al posto di un Denis ancora una volta inconcludente e irritato per la sostituzione, il secondo per D’Alessandro. Magari la soluzione sta nel mezzo, cioè farli ruotare questi benedetti attaccanti secondo le esigenze del momento. Ma bisogna essere molto bravi ad operare le scelte giuste in corso d’opera, cioè a partita in corso.

La prestazione dei nerazzurri va considerata comunque positiva per la determinazione nella ricerca fino all’ultimo di un successo sostanzialmente scacciacrisi. Dal punto di vista psicologico, la gara non era facilissima e la squadra se l’è cavata dosando le energie e impiegando tutta la pazienza necessaria. La testa più dei muscoli ha inciso sul risultato finale. Che ci sia stato bisogno anche di un pizzico di fortuna, non va negato. Ma, si sa, la fortuna aiuta gli audaci. E il Parma di Donadoni tutto è stato meno che audace.

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