Arriva il Super Quiz: alla scoperta dei segreti più nascosti della liturgia

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Cos’è la liturgia? Boh? Troppo difficile? Ma no! A partire da questa settimana vi proponiamo una nuova rubrica, messa a punto dalla commissione liturgia della parrocchia di Seriate e già pubblicata sulla «Voce», il bollettino della parrocchia: propone i segreti della liturgia in modo fresco, frizzante e adatto anche ad essere condiviso con i più piccoli.

Liturgia: una strana parola che per alcuni indica solo qualcosa di noioso e misterioso fatto in chiesa sempre dalle solite persone. Ma non è così! Con questa nuova rubrica, la “Commissione Liturgia” della parrocchia di Seriate vorrebbe spiegare, sia ai grandi che ai piccini, il vero significato della Liturgia, con un linguaggio accessibile a tutti.

Il cuore della Celebrazione
La liturgia eucaristica è il cuore della celebrazione, non solo perché si colloca al centro della Messa, ma perché ci fa rivivere ciò che Gesù ha fatto nell’ultima sera della sua vita, riprendendo i gesti stessi che Gesù ha compiuto nell’Ultima Cena. In quella sera Egli ci ha messo nelle mani un grandissimo regalo: l’Eucarestia, e ci ha dato un comando ben preciso: “Fate questo in memoria di me”. Gesù stesso ci ha chiesto di ripetere i suoi gesti nei quali Egli si rende presente, vivo, per stare con noi sempre, fino alla fine dei tempi.

Il grazie
La liturgia eucaristica è il momento per eccellenza del “Grazie”. Infatti la parola “eucarestia” significa proprio “ringraziamento”, “dire grazie”. L’atteggiamento del ringraziamento anima tutta la Messa, è il suo respiro, il suo atteggiamento di fondo.

Il pane e il vino 
Due elementi accompagnano la liturgia eucaristica: il pane e il vino. Vengono portati all’offertorio sull’altare, diventano nella preghiera eucaristica il corpo e il sangue di Gesù, vengono distribuiti ai fedeli durante la comunione. Il pane e il vino sono, come dice la preghiera che recita il sacerdote alla loro presentazione, il “frutto della terra e del lavoro dell’uomo”: regalo ricevuto, quindi, e insieme frutto della fatica. Non è così anche la nostra vita? Il pane e il vino sono un cibo: il Signore viene a noi facendosi cibo, cioè entrando in noi, diventando parte di noi, dandoci tutta la sua forza per vivere. È qualcosa di grande! Il pane che si usa a Messa è una particola sottile. Il vino è anche, come sulle nostre tavole, il segno della festa.

I NOSTRI BAMBINI CI CHIEDONO

Perché per la consacrazione si usa il vino e non l’aranciata?
Perché il vino è il prodotto della terra e del lavoro dell’uomo che Gesù stesso ha utilizzato durante l’Ultima Cena. Esso simboleggia e diventa con la consacrazione il sangue di Gesù.

E se al sacerdote non piace il vino?
Alcuni sacerdoti sono “astemi”, cioè non bevono vino, ma nella Messa lo bevono ugualmente in piccola quantità.

Perché vino rosso e non bianco?
Certo, il vino rosso porta maggiormente a pensare al sangue di Gesù, ma non si usa solo quello. Per esempio quello utilizzato in parrocchia è di uva bianca (giallo scuro) e comunque, di qualsiasi colore sia, il vino consacrato diventa il sangue di Gesù.

IL SUPERQUIZ

Che significa EUCARESTIA?
La parola Eucarestia deriva dal greco e significa rendimento di grazie. Ciò probabilmente in quanto già al tempo di Gesù, nel culto sinagogale esisteva un rito molto simile, chiamato berakà, o cena ebraica. Un momento nel quale si pregava rendendo grazie mentre si rievocava la liberazione dall’Egitto, il passaggio del Mar Rosso, la manna del deserto. Per noi oggi la manna è segno dell’Eucarestia.

Cos’è la LITURGIA EUCARISTICA?
Delle parti della Messa, quella “eucaristica” è quella che precede, accompagna e conclude la consacrazione dell’Eucarestia e la comunione dei fedeli. Inizia con l’offerta del pane e del vino al sacerdote, che diverranno poi Corpo e Sangue di Cristo, e termina con l’orazione che il sacerdote recita al termine della Comunione.

Cosa significa PANE AZZIMO?
“Azzimo” è una parola che deriva dal greco e significa “senza lievito”. Il pane azzimo è quindi quello non lievitato. L’ostia, che poi verrà consacrata e diverrà quindi eucarestia, Corpo di Cristo è, in pratica, pane azzimo. Si utilizzano le ostie invece di un unico pane per evitare la dispersione di frammenti dell’Eucarestia, infatti anche
un piccolo frammento contiene in sé l’unità del Corpo di Cristo.

Perché il sacerdote rompe un pizzichino di ostia nel vino?
“Il sacerdote spezza il pane e mette una parte dell’ostia nel calice, per significare l’unità del Corpo e del Sangue di
Cristo nell’opera della salvezza, cioè del Corpo di Cristo Gesù vivente e glorioso”. (dall’ORDINAMENTO GENERALE DEL MESSALE ROMANO).

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