Natale a Tunisi, dove i cristiani sono una minoranza. Una festa più intima

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Anche a Tunisi la comunità cristiana si appresta a festeggiare il Natale. Per le strade non ci sono luminarie o alberi di Natale addobbati, né canzoncine natalizie come sottofondo quando si entra nei negozi, in quanto il Paese è a maggioranza musulmana, ma i preparativi fervono nella comunità dei fedeli e in famiglia, anche nelle cosiddette coppie “miste”.
Non è però difficile trovare, nelle grandi catene di supermercati, ma anche in alcune piccole botteghe tunisine, i decori per abbellire l’albero e i dolci di Natale: panettoni, pandori, cioccolatini, anche se i prezzi sono più alti. Durante le settimane dell’Avvento, in ogni parrocchia si sono svolti momenti di preghiera collettivi e di riflessione, per accompagnare i fedeli all’incontro con Gesù. Non è mancato nemmeno il concerto natalizio, giunto alla sua terza edizione, organizzato nella Cattedrale di Tunisi in Avenue Bourguiba, né momenti dedicati ai piccini, con la proiezione di film natalizi in alcuni centri culturali e i ristoranti che propongono diversi menù natalizi. Su internet si trovano siti che consigliano dove poter pranzare o passare la Veglia all’insegna del divertimento, più che della spiritualità.
«L’anno scorso ci eravamo appena trasferiti, ma ho fatto comunque delle decorazioni natalizie – racconta Kyra Fitouri Ferrari, di Lugano, a Tunisi dallo scorso dicembre – e il giorno di Natale abbiamo fatto un pranzo con carne al forno e patate, insalata mista e panettone solo con mio marito, musulmano, e mia figlia Yasmine. Nel quartiere in cui vivo non esiste proprio l’atmosfera natalizia: nessuno mi ha fatto gli auguri. Quest’anno avrei voluto tantissimo decorare di più casa, ma purtroppo mi sono sparite le decorazioni e l’albero di Natale è stato assalito dai gatti. Avrei voluto andare a comperarne uno nuovo, ma mia figlia si è ammalata: si vede che devo aspettare l’anno prossimo per festeggiare come si deve. Quest’anno Babbo Natale porterà i regali a Yasmine sotto un albero di stoffa e per la vigilia farò una bella cena a base di pesce, mentre per Natale farò un buon pranzo natalizio, ma non ho ancora deciso il menù. Personalmente il clima natalizio lo creiamo solo qui in famiglia: per il resto è inesistente. L’importante è averlo nel cuore e cercare di condividerlo con i propri cari. La famiglia manca moltissimo in questi giorni ma per fortuna con la tecnologia ci si sente e ci si vede ugualmente».
Diversa l’esperienza di Alina, di San Gregorio Matese, da tre anni e mezzo a Tunisi insieme al marito Mohamed, tunisino e musulmano: «Non abbiamo mai festeggiato il Natale qui: il periodo delle festività corrisponde alle nostre ferie di lavoro e quindi ne approfittiamo per andare in Italia. Il Natale lo festeggiamo con la mia famiglia: come da tradizione la Vigilia dopo l’abbondante cena ci rechiamo tutti in Chiesa, anche Mohamed viene con noi. Abbiamo sempre festeggiato le rispettive feste religiose: il fatto di essere di due religioni diverse non è mai stato un vincolo tra di noi, al contrario ci ha uniti maggiormente. In fondo per noi Dio è uno solo, sia esso chiamato Allah o Dio, è Costui che ci ha fatti incontrare e ci ha messi sullo stesso cammino».
I preparativi ad ogni modo a casa di Alina e Mohamed non mancano: «Il Natale è una festa che attendiamo sempre con tanta impazienza. L’8 di Dicembre addobbiamo casa con tante decorazioni natalizie e un presepe sotto l’albero, a Mohamed non da affatto fastidio. E così cominciamo a mettere le musiche di Natale come sottofondo e canticchiando montiamo i pezzi dell’albero. Lo posizioniamo nel salone, lo illuminiamo con tante luci e palline colorate, proprio come piace a Mohamed. Mohamed mi sente felice, vuole che tutto sia perfetto, se manca qualcosa dal nostro albero andiamo subito a comperarla. Quest’anno ad esempio abbiamo anche riempito i rami di neve bianca e per l’anno prossimo prevediamo l’acquisto di un albero più grande. Ogni sera, di ritorno dal lavoro, è Mohamed ad accendere l’albero. A casa si sente l’atmosfera natalizia e la gioia di questa festa anche se la mia famiglia non c’è. Inoltre ricevo messaggi di auguri da parte dei miei amici tunisini, così come io invio loro messaggi di auguri durante il Ramadan».

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