I nuovi cardinali. L’isola di Tonga ha un nuovo cardinale. Venezia no

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Dove sta l’isola di Tonga? E dove si trova Morelia? E David? Sono alcune delle sedi vescovili dei nuovi cardinali. Sono proprio periferie: Panama, Messico, Myanmar, Thailandia, Viêt Nam…

LO STILE INNOVATORE DI PAPA FRANCESCO

Tutti hanno fatto notare che Papa Francesco fa anche queste scelte con criteri decisamente innovatori. Non solo perché si incontrano nomi mai sentiti di sedi vescovili spesso sconosciute (sconosciute a noi occidentali, ovviamente), ma anche perché questi nomi nuovi di vescovi e di sedi vescovili indicano un modo nuovo di vedere la Chiesa. Si sa che nella Chiesa molti pensano che, essendo la storia parte essenziale della Chiesa, la Chiesa deve soprattutto custodire la storia, per non tradire se stessa. E quindi le grandi sedi vescovili, se sono sempre state grandi, devono continuare ad esserlo.
Solo che molte di queste diocesi, hanno avuto un grandissimo passato, hanno un presente mediocre e si trovano di fronte a un futuro incerto. Le grandi città europee hanno splendide chiese, grandi strutture, ma hanno pochi, spesso pochissimi fedeli. Il cristianesimo è emigrato altrove.

LA GEOGRAFIA DELLA CHIESA CAMBIA

Papa Francesco che viene da questo altrove sta traendo le conseguenze pratiche per la gestione della Chiesa. Nella scelta dei nuovi cardinali ha dato molto spazio a ambiti, marginali rispetto all’occidente, ma interessanti rispetto al futuro della Chiesa. La geografia della Chiesa cambia.
Il che comporta una conseguenza inevitabile: la scelta di nomi nuovi ha comportato la non scelta di nomi antichi. Il Papa non si è limitato a nominare cardinali dei vescovi di città che stanno all’altro capo del mondo e che nessuno, da noi, conosce, ma non ha nominato, almeno per ora, dei vescovi di città che invece conosciamo benissimo. Sono le belle stranezze del pontificato Bergoglio. Tonga ha un cardinale. Torino e Venezia no.

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