Seriate. A pranzo a casa del curato: la bellezza di spezzare il pane insieme

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Martedì sono stata a pranzo da don Stefano Manfredi, curato della zona Risveglio di Seriate. O meglio: ho pranzato con lui e con altre persone nella casa dove abita, nel Centro Pastorale Giovanni XXIII. Don Stefano dal 20 ottobre, di lunedì, martedì, giovedì e venerdì, dalle 12,30 alle 13,30 pranza in compagnia. Si chiama “…nello spezzare il pane” ed è un invito: «Non è la mensa dei poveri, ma i poveri non sono esclusi – si legge nel volantino informativo dell’iniziativa – Non è il pranzo dei collaboratori, dei catechisti, dei volontari, ma ciascuno di loro può trovare posto. Non è il pranzo per gli anziani o il ritrovo dei giovani, ma tutti possono partecipare».
Quando don Stefano mi aveva parlato di questa proposta il giorno precedente, il pensiero era volato subito ai primi cristiani e infatti, ricevendo il volantino, sulla prima pagina ho trovato le parole degli Atti degli Apostoli (2, 42-46): “Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione, nello spezzare il pane e nelle preghiere. Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore”. Martedì eravamo in dieci attorno alla tavola ben apparecchiata e colorata: Mina, nonna dall’allegria contagiosa; la catechista Carmen; Chiara, la studentessa universitaria; le cuoche Anna e Imma, madre e figlia; Carla e Oscar, moglie e marito; l’attento Luca e ovviamente Don Stefano ed io. Nessuno sapeva, tranne il don, che fossi lì per vivere in prima persona questa esperienza, per poi raccontarla. Un modo per lasciare che il pranzo si svolgesse naturalmente: l’avrei svelato alla fine. Preso posto a tavola, il don ha detto una preghiera di ringraziamento e dopo aver fatto tutti il segno della croce, Imma e Anna hanno portato a tavola le marmitte con pasta alla verdura e risotto giallo e salsiccia. Mentre ci passavamo il cibo e iniziavamo a mangiare, i discorsi nascevano spontanei e chi più chi meno ne prendevano parte: si è parlato dei nipoti di Mina e di Oscar e Carla e degli studi di Chiara; dei fatti di cronaca e attualità e dei ricordi di un tempo. Ogni argomento ne portava altri (esclusi però calcio e politica che scaldano gli animi), poi riflessioni ed anche risate, tutto in condivisione e tutti in ascolto. Nulla era forzato: era assolutamente normale porre attenzione alle parole dell’altro. E così, naturalmente, si è realizzato un intento dell’iniziativa: garantire qualità al dialogo, all’ascolto e alla condivisione. Chiacchierando si è passati al secondo, composto da polpette di carne, finocchi gratinati, patate lesse condite con prezzemolo e si è finito con frutta di stagione e caffè. La scelta dei prodotti del pranzo è pensata: sono di stagione e acquistati nei piccoli negozi di zona. Cibo condiviso uguale per tutti ed anche il pane: non panini di vario tipo, ma uno solo per significare la comunione all’unico pane. Nessuno, poi, porta nulla, per evitare di mettere a disagio chi arriverebbe a mani vuote e per evitare il rischio di una “gara”. Tuttavia, chi vuole sostenere l’iniziativa, in tempi diversi del pranzo, può offrire qualcosa. Si son fatte le 14: la condivisione, il pacere di ascoltarsi e di stare insieme era tale che quasi dispiaceva alzarsi e salutarsi. Io che ero l’“outsider” (del gruppo e del paese), tra commensali che già si conoscevano, non mi sono mai sentita esclusa o estranea, perché mi hanno accolto con cortesia, hanno condiviso con me le loro storie, i loro pensieri e le loro opinioni, come si fa con qualcuno che si conosce da tempo. Con semplicità e spontaneità l’iniziativa ha realizzato altri intenti: la condivisione nel rispetto reciproco, facilitare la conoscenza, riscoprire il valore dell’ascolto e farsi anche compagnia. “E’ un bel momento – mi ha detto Imma – che ti dona serenità per affrontare la quotidianità”. L’invito al pranzo è aperto a persone della Comunità ed anche di passaggio: chi volesse partecipare può farlo telefonando al numero 035.299709 (da lunedì a venerdì dalle 14,30 alle 18).

 

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